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Pesaro

Pesaro, il Comune consegna le mascherine porta a porta tramite i quartieri. Ecco come

Ad annunciarlo il sindaco Ricci: «Da venerdì il servizio partirà nelle zone periferiche. Serviremo 14 mila cittadini gratuitamente. Poi toccherà agli altri. La prima consegna la vorrei effettuare personalmente a una famiglia di Monteciccardo»

PESARO – Via alla distribuzione gratuita di mascherine da parte del Comune di Pesaro. Lo faranno i volontari dei quartieri, porta a porta.

Ad annunciarlo il sindaco Matteo Ricci: «Venerdì partiamo nei primi quartieri, i più periferici. La prima consegna la farò personalmente e simbolicamente a Monteciccardo. In Giunta definiremo il dettaglio dei meccanismi di fornitura e distribuzione. La consegna porta a porta partirà subito, già da venerdì e sabato non solo a Monteciccardo ma anche nelle Colline e Castelli, Borgo Santa Maria, Pozzo Alto, Case bruciate, San Bartolo».

Il Comune informa che si parla di un totale di circa 14.000 cittadini coinvolti, ai quali verranno consegnate con tutta probabilità 2 mascherine ciascuno. «Ovviamente se qualcuno non ne ha bisogno, ne consegneremo di più a chi ne ha più necessità – precisa il sindaco -. Tutta l’operazione verrà gestita dai volontari dei quartieri della città mediante porta a porta, così da permettere una distribuzione capillare. Nei quartieri restanti della città la consegna verrà effettuata dalla prossima settimana. La prima consegna la vorrei effettuare personalmente in maniera simbolica a una famiglia di Monteciccardo. Questo perché vogliamo dimostrare da subito che siamo un unico Comune, anche se il passaggio ufficiale lo stiamo ultimando in questi giorni».

Ringraziamenti ai presidenti dei quartieri e a tutti i volontari che prenderanno parte a questo sevizio. Così come alla Croce Rossa e alla Banca di Pesaro per l’indispensabile contributo.

«Vogliamo essere il più possibile efficienti e vicini ai cittadini in tempi celeri – dice Ricci -. Le mascherine non sappiamo ancora se diventeranno obbligatorie, ma di certo saranno sempre più importanti, sia in questa fase di emergenza sia nella fase 2 di transizione».