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Pesaro

Cisl di Fano Pesaro Urbino sulla maxi rissa al Miu di Marotta: «Creare una cultura di integrazione che prevenga i disagi giovanili»

Secondo i sindacati alla base dell'esplosione di violenza c'è la penuria di politiche giovanili: «La nostra provincia presenta una realtà fatta di scarse frammentate politiche sociali disattente e distanti dalla condizione contemporanea»

Rissa all'alba con accoltellamento
Un'immagine di quanto accaduto

MAROTTA – «Quanto è lontana l’Italia di Tokio, multietnica ed integrata, da quella vista nei gravi fatti di Marotta, come di Bergamo, in questi giorni». Inizia così l’amarissimo commento di CISL di Fano Pesaro Urbino su quanto accaduto all’alba del 7 agosto nei pressi del Miu. Un parallelismo, forse ardito, tra i giovani «spesso gravati da disagi causati da un inadeguato sistema sociale ma, orgogliosi di impegnarsi per i valori che lo sport impersonifica, anteposti “a quella parte di società, anch’essa multietnica, erroneamente convinta che il concetto di ”Libertà”, ultimamente gridato e rivendicato in varie piazze, sia l’affermazione del proprio individualismo ed egoismo senza freni. Sono due facce della stessa medaglia, due realtà che si esprimono in netta contrapposizione rispetto alla stessa difficoltà che ambedue vivono: l’inadeguatezza del sistema culturale e sociale di questo Paese».

Oltre alla solidarietà per le forze dell’ordine le associazioni puntano il dito sulla prevenzione fatta attraverso politiche giovanili che formino coscienze ed una cultura dove non ci sia spazio per odio e violenza.

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«Siamo convinti che alla necessaria e doverosa solidarietà verso le Forze dell’ordine, che hanno affrontato con grande fermezza e senso di responsabilità i gravi comportamenti, serve rivendicare il rafforzamento delle risorse materiali e di personale necessari a tutelare le ragioni di una convivenza civile, democrazia e libera, valori che rappresentano gli elementi fondanti della nostra società. Di tale difesa nessuno deve sentirsi escluso a partire dalle Istituzioni, la rappresentanza politica, le forze sociali, la Scuola, ma soprattutto e in particolare le famiglie alle quali in particolare è affidato il compito di determinare il futuro delle nuove generazioni».

«La nostra provincia, in merito alla condizione giovanile, presenta una realtà fatta di scarse frammentate politiche sociali disattente e distanti dalla condizione contemporanea: dai giovani che non cercano più lavoro, alle difficoltà dell’inserimento lavorativo. Le nuove generazioni di seconda e terza generazione, con genitori o nonni di origine straniera, se non accompagnati in processi d’integrazione, per i quali va affrontato seriamente il nodo del riconoscimento della cittadinanza, diventano inevitabilmente più esposte ai fenomeni del disagio e della devianza sociale. Si dedica sempre poca attenzione alla condizione giovanile nei Piani di Ambito Sociale, dove ci si limita ad interventi stantii, espressione di un contesto superato dall’evoluzione della organizzazione sociale che ci siamo dati nel corso di questi anni, assolutamente necessaria al progetto economico e produttivo tipico di questo territorio».

«Serve un forte impegno – proseguono – delle istituzioni locali, degli Ambiti Territoriali Sociali e delle stesse parti sociali, OO.SS e datoriali, a prevedere nei prossimi piani di ambito le soluzioni di sostegno mirato alla condizione giovanile nella nostra provincia. Occorre richiamare al senso della corresponsabilità tutti, per un patto sociale, culturale e di inclusione, coinvolgendo tutti i “soggetti attivi” del territorio: dalla scuola, alle parrocchie, dalle associazioni culturali e sportive ai servizi socialie sanitari per le politiche di prevenzione e sostegno al disagio. Dei giovani e delle loro famiglie, soggetto quest’ultimo il cui ruolo e centralità in questi processi è insostituibile».

E concludono con un ultimo pensiero dedicato proprio agli operatori della sicurezza ed alle forze dell’ordine: «Infine come abbiamo già detto è necessario che il Governo rafforzi con le necessarie dotazioni di uomini e mezzi, ma anche con una maggiore capillare presenza nel territorio, l’azione che gli uomini e le donne delle forze di polizia svolgono quotidianamente a tutela della libertà e della democrazia di tutti i cittadini, giovani compresi».

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