Pesaro

Circonvallazione di Pesaro intitolata a Berlinguer, Pci: «La Giunta Ricci arriva tardi, faccia autocritica»

Il partito attacca: «Risultato deludente di un'amministrazione non di sinistra in questi 10 anni di arretramento in tutti i settori»

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PESARO – La circonvallazione intitolata a Berlinguer. Il Pci critica il sindaco Matteo Ricci per il ritardo.

«Prendiamo atto con soddisfazione del fatto che, dopo quasi 10 anni di ripetuti appelli pubblici lanciati dal PCI, alla fine l’Amministrazione Comunale e il Sindaco Ricci abbiano dovuto dedicare una strada all’ex-segretario comunista Enrico Berlinguer, scomparso nel 1984. Tale intitolazione costituisce senza dubbio una parziale, insufficiente e tardiva autocritica da parte della maggioranza pesarese, che ha evidentemente preso atto del magro e deludente risultato di 10 anni di guida della Città, nel corso dei quali a Pesaro è peggiorato tutto, dalla deindustrializzazione e perdita drammatica di posti di lavoro, al calo del turismo, dalla gestione della Sanità con la proposta inaccettabile di Ospedale Unico nel sito geologicamente rischioso di Muraglia, all’idea aberrante di un arretramento della linea Adriatica, che priverebbe la città di Pesaro della Ferrovia».

Per il Pci di Pesaro «La dedica di una strada a Berlinguer, proposta a più riprese dal PCI, certifica in modo netto il fallimento delle politiche perseguite dal PD, sia dal punto di vista locale, che nazionale. Enrico Berlinguer, un comunista mai pentito, considerava il marxismo e il leninismo due capisaldi irrinunciabili per chiunque si definisca di sinistra, ed è stato sempre coerente nella difesa dei lavoratori, contrario alla sudditanza del nostro Paese nei confronti degli USA e dell’Europa del capitale e della finanza, tanto che si oppose all’ingresso dell’Italia nel Sistema Monetario Europeo. Fu sempre attento alla Questione Morale, denunciando in modo risoluto la commistione criminosa tra politica, malaffare, mafia e finanza. Tutto ciò che Berlinguer aveva previsto si è purtroppo avverato, compresa la distruzione del suo Partito, perpetrata alla Bolognina nel 1989 da Achille Occhetto, con la collaborazione del futuro fondatore del PD Walter Veltroni. La Bolognina fu un evento sciagurato che ha indebolito i lavoratori e gettato le basi per la cancellazione di una concezione alta della Politica nel nostro Paese. Intitolare una strada ad Enrico Berlinguer è sicuramente il primo passo, ma ancora del tutto insufficiente, per quella auspicabile e necessaria severa autocritica da parte del PD, un partito che, rinnegando tutta la sua storia, fino al punto da votare in Parlamento il Jobs Act e l’invio di armi al governo di estrema destra ucraino, ha spalancato un’autostrada alla svolta neoliberista, e a tratti reazionaria, che da tempo attanaglia il nostro Paese».

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