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Pesaro

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La Cgil di Pesaro a congresso. «Aumentano i giovani che non vanno a scuola e non cercano lavoro»

Il 12 e 13 gennaio appuntamento a Villa Cattani. Quasi 50 mila iscritti, metà pensionati. Rossini: «Cresciuto il lavoro precario e atipico»

Laura Aiudi e Roberto Rossini

PESARO – La Cgil di Pesaro Urbino a congresso: il 12 e 13 gennaio a Villa Cattani. Il segretario generale della Camera del lavoro Roberto Rossini anticipa: «Per i prossimi quattro anni, intervallo di tempo in cui si svolgono i congressi – spiega Rossini – il sindacato discuterà del documento “Il lavoro crea il futuro” quello votato a maggioranza dagli iscritti e preferito a “Le radici del sindacato” scelto invece da chi voleva un sindacato più “radicale”».

Un lavoro di ascolto e confronto partito dal territorio già da diverse settimane. «Arriviamo a questo congresso con 606 assemblee portate avanti nei luoghi di lavoro e nelle sedi locali – ha detto Laura Aiudi segretaria Cgil con delega all’organizzazione – I due documenti a congresso sono stati votati da 6500 iscritti ed il documento vincitore ha ottenuto quasi il 98% dei voti». La Cgil resta il sindacato con più iscritti: sono quasi 50mila, 49.929 per l’esattezza (dato al 2021) nella nostra provincia. «In questi anni l’identikit degli iscritti è cambiato – continua Aiudi – i pensionati rappresentano ancora la metà di tutti gli iscritti (25.602 iscritti allo Spi) ma aumenta il tesseramento degli attivi (dal punto di vista lavorativo) soprattutto della fascia 30-50 anni. Cambia la tipologia di tesseramento con sempre più richiesta della tutela individuale per servizi di controllo busta paga, tfr e accesso a bonus».

Punto di forza del sindacato restano i servizi ai cittadini. Si passa dai 65.006 appuntamenti fissati nel 2018 ai 97.961 del 2022 per quanto riguarda le pratiche relative a fisco (59.335), patronato Inca (29.017) e ufficio vertenze (4.406). Seguono quelli per ufficio migranti, Federconsumatori e Sunia (associazioni autonome ma correlate alla Cgil), assistenti familiari e categorie. Notevole il lavoro svolto anche durante la pandemia e i mesi del lockdown (da marzo a maggio 2020) con 7.220 pratiche Inca svolte tra contatto diretto e telefonico o procedura online. Le più richieste sono state quelle sulla disoccupazione, su maternità bonus e congedi e sul sostegno al reddito per Covid 19.

«Purtroppo – sottolinea Rossini – riscontriamo anche sul nostro territorio un aumento notevole dei così detti Neet, i giovani inoccupati che non vanno più a scuola e il lavoro non lo cercano nemmeno. Sono molto disincantati e con situazioni familiari complicate. La regione Marche ha uno dei numeri più alti in Italia di questo fenomeno». Negli ultimi anni sono anche cresciute forme di lavoro precario e atipico; molto diffuso il lavoro part time anche con contratti a tempo determinato (soprattutto donne). Molto aumentato anche il lavoro discontinuo soprattutto per le nuove generazioni. «Questo preoccupa perché il tempo determinato e il precariato incide sul sistema previdenziale e sulla pensione futura».