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Pesaro

Cgil Pesaro: «I conducenti dei bus non possono essere sceriffi, il Comune di Pesaro sbaglia»

Replica piccata all'assessore Morotti e Ceccarelli del segretario Roberto Rossini: «Non può guidare e controllare, servono steward di bordo»

Da Pixabay-Free-Photos

PESARO – Conducenti dei bus come sceriffi, la Cgil replica piccata al Comune di Pesaro.

Sul trasporto degli alunni in vista della apertura imminente delle scuole, il segretario generale della Cgil Pesaro Urbino Roberto Rossini, interviene esprimendo un forte disappunto in merito a quanto dichiarato alla stampa dalle assessore comunali di Pesaro, Ceccarelli (servizi educativi) e Morotti (trasporti).

«A meno che non si pensi che gli autisti siano dotati di ‘super poteri’ – scrive Roberto Rossini – credere che mentre sono alla guida possano individuare e controllare chi indossa o meno la mascherina, vigilare sul rispetto delle distanze durante la corsa, sui comportamenti tanto più se si è in presenza di minori e negli orari dove maggiormente si concentrano, è improbabile se non impossibile.  Più che liquidare il tema della necessità di personale aggiuntivo a bordo del mezzo, con poche parole e oltretutto imprecise, sarebbe stato meglio assumersi l’onere di organizzare a livello provinciale quel tavolo di confronto tra le parti che abbiamo chiesto da tempo. Inoltre le richieste del sindacato di categoria Filt non contemplano “un controllore su ogni mezzo” ma l’istituzione della figura di uno steward a bordo, nelle corse di maggiore affluenza».

Rossini aggiunge: «Non si può in nessun modo scaricare la responsabilità di ciò che accade sui mezzi al conducente ma a coloro che non prendono provvedimenti per prevenire potenziali pericoli di contagio».

«Il conducente del bus – ribadisce la Filt Cgil – deve concentrarsi sulla guida e non fare lo sceriffo regolando il numero delle persone che possono salire, contando le persone che salgono e scendono, e garantire il limite di capienza che verrà indicato in ogni mezzo dall’azienda. Vorremmo portare un esempio che si potrebbe verificare dove l’autista ad una fermata si trovi a scegliere tra un gruppo di persone chi sale e chi rimane a terra per raggiungimento di limite di carico, cosa succede se si tratta poi di minori? Di chi è la responsabilità? Di chi è la responsabilità se all’interno del mezzo non viene rispettata la distanza si sicurezza? Di chi è la responsabilità se i passeggeri si tolgono la mascherina? Chi stabilisce chi deve scende dal mezzo se si è superato il numero massimo? Secondo noi l’autista deve pensare alla conduzione del mezzo, al rispetto del codice della strada per garantire l’incolumità dei passeggeri e dei cittadini che circolano su strada.

La sicurezza dei trasportati per noi è una priorità –conclude la Filt Cgil – ogni cittadino che sia minorenne o maggiorenne, che si muove con i mezzi pubblici per lavoro, per studio, o per andare a passeggio, deve avere la certezza di viaggiare in massima sicurezza».