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Pesaro

«Dalle Centrali di Falconara e Fano pericolose emissioni di metano». La denuncia di Trivelle Zero

Il grido di allarme innescato da alcune immagini diffuse dalla Ong statunitense Clean Air Task Force: «Quella del metano più sostenibile è praticamente una leggenda metropolitana sostenuta dai petrolieri».

Trivelle Zero Marche
Trivelle Zero Marche

FANO e FALCONARA – Pericolose emissioni di metano provenienti dalle Centrali Eni di Fano e Falconara. A denunciare il potenziale pericolo per l’ambiente è Trivelle Zero Marche che lancia l’allarme a partire da alcune immagini diffuse dalla Ong statunitense Clean Air Task Force che illustrerebbero la pericolosità degli impianti di metano nel nostro Paese. Le criticità, riferisce l’associazione, sarebbero molteplici: «Rischio incidenti, rischio per la salute delle persone che vi vivono accanto, rischio geologico con il gas stoccato in giacimenti sotterranei che si sollevano quando vengono riempiti».

A dimostrarlo sarebbero i tanti monitoraggi eseguiti in tutta Italia da Clean Air Task Force che sta conducendo un’inchiesta sul tema in centinaia di impianti europei, poi data in esclusiva all’agenzia Reuters.

Per quello che riguarda Falconara, riferisce Trivelle Zero: «La Centrale ENI di Falconara rilascia metano in atmosfera, un pericolosissimo gas clima-alterante, 80 volte più potente della CO2 in un lasso di tempo di venti anni. Quella di Fano, sempre dell’ENI, emissioni incombuste. I processi di stoccaggio e raffinazione del metano emettono nell’atmosfera polveri sottili (pm 2,5), ossido di carbonio, ossido di azoto, anidride carbonica. Un mix che miscelato ad altri reagenti contribuisce al surriscaldamento climatico attraverso la produzione di azoto oltre a nuocere alla salute di chi abita accanto agli impianti».

«Il video della Centrale di raccolta e trattamento rilasciato dalla ONG appare inequivocabile – proseguono – È stato ripreso con una speciale termocamera che permette di rilevare appunto queste perdite, anche quando a occhio nudo non sono invisibili date le caratteristiche del gas. Il pomeriggio del 15 aprile scorso il camino rilasciava metano che si disperdeva in atmosfera nel famigerato fenomeno del “venting”, il rilascio libero di metano» ( A questo link il VIDEO)

Discorso diverso ma non meno preoccupante quello che riguarda la Centrale di Fano dove «sono state rilevate perdite da incompleta combustione» (A questo link il SECONDO VIDEO).

Fano Central Collection and Treatment Center // Italy // April 2021

Situazioni che riporterebbero alla ribalta la problematica dell’impatto delle emissioni di metano per l’ambiente: «Sempre più numerose sono le ricerche scientifiche pubblicate a livello internazionale che da un lato fanno emergere il drammatico ruolo del metano nell’esacerbare la crisi climatica e dall’altro dimostrano che la filiera del gas, dai pozzi di estrazione ai gasdotti, passando per centrali di trattamento e spinta e stoccaggi sotterranei, perde molto più gas in atmosfera rispetto a quanto ammesso dalle aziende petrolifere. Insomma, quella del metano più sostenibile è praticamente una leggenda metropolitana sostenuta dai petrolieri».

Il recente rapporto degli scienziati dell’IPCC dell’ONU diffuso ad agosto 2021 ha messo sul banco degli imputati anche il metano, chiedendo a tutti gli Stati interventi urgenti per tagliare le emissioni di questo gas. L’Agenzia Internazionale per l’Energia, nel suo ultimo rapporto, ha evidenziato che, per rimanere nell’aumento di temperatura di 1,5 gradi fissato dall’Accordo di Parigi bisognerebbe fermare da subito ogni nuovo investimento in fonti fossili, metano compreso. Attualmente invece in Italia non sarebbe presente alcun controllo sugli impianti da parte degli organismi pubblici, in primis dal Ministero della Transizione Ecologica. Quest’ultimo recentemente ha pure dato il via libera a nuove estrazioni di fronte alla costa marchigiana, con il parere positivo alla Valutazione di Impatto Ambientale del nuovo pozzo Calipso 5 Dir nel mare di fronte ad Ancona e Falconara. (qui le info sul progetto: https://va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/6880).

«Insomma – conclude Trivelle Zero Marche – a parole grandi dichiarazioni per fermare la crisi climatica, poi nella realtà il business delle fonti fossili prosegue. Anche per questo dalle Marche sosteniamo le prossime contestazioni di Milano in occasione della PRECOP26 e l’appello lanciato dalla Campagna nazionale Per il Clima Fuori dal Fossile».

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