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Pesaro

Il pesarese Carriera a Roma per dire no ai green pass: «Non siamo contro i vaccini, non possiamo discriminare i clienti»

In piazza del Popolo assieme agli altri sostenitori del movimento: «Non vogliamo schedare nessuno in entrata, non è il nostro mestiere»

Il pesarese Umberto Carriera a Roma per la manifestazione contro il green pass

PESARO – Il pesarese Umberto Carriera, tra i leader del movimento IoApro, alla manifestazione contro il Green Pass a Roma in piazza del Popolo. Il messaggio è chiaro: «Il posto del lavoro è un diritto, non è possibile imporre il vaccino ai propri dipendenti, così come non è possibile imporlo alle persone che vogliono andare in un ristorante a mangiare oppure in palestra o a vedere un evento. Il green pass non tutela, perché anche chi ha fatto il vaccino può contagiare, dunque non se ne comprende il senso di fondo, se non quello restrittivo della libertà personale.

Nessuno è contro il vaccino, Biagio Passaro ad esempio, fa notare di essersi anche vaccinato. Lo scopo della Manifestazione infatti non è quello di andare contro chi intende vaccinarsi, ma far passare il messaggio chiaro al Governo che non è possibile porre un marchio o una certificazione alle persone. Questo lede la loro libertà personale».

I leader di Io APRO hanno annunciato di essere disposti a chiudere i propri ristoranti piuttosto che dover fare discriminazioni tra i propri clienti, nei loro locali entreranno sempre e comunque sia quanti possiedono, per libera scelta, il Green pass, sia quanti hanno preferito, per ragioni più svariate, non vaccinarsi e non avranno dunque dal 6 agosto il Green Pass.

«Quel che è certo – ripetono all’unisono – è che non spetterà comunque loro controllare le certificazioni, non è quello il loro mestiere e mai si permetteranno di schedare all’entrata le persone. La parola d’ordine di tutti coloro, anche medici esperti e aspiranti avvocati, che si sono interfacciati sul palco resta: libertà! Non si tratta di No Vax ma di persone che vogliono semplicemente poter lavorare, alcune madri e padri di famiglia, che combattono per la propria libertà e per quella dei propri figli».

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