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Pesaro

Carenza di medici e numero chiuso nelle università, per Pd e M5S necessario avvicinare l’offerta formativa al fabbisogno reale

Ruggeri e Biancani sulla mozione bipartisan. «Stiamo già spingendo a livello governativo perché sia incrementato l’accesso di aspiranti medici»

PESARO – Carenza di medici, M5S e Pd si mobilitano.

«Sto già facendo pressione sul livello governativo dei 5 Stelle per sollecitare efficaci contromisure alla grave carenza generalizzata di medici e personale sanitario, che sta colpendo in modo pesante anche il servizio marchigiano» così la capogruppo di M5S, Marta Ruggeri, per dichiarare il proprio sostegno alla proposta unitaria discussa e approvata all’unanimità in consiglio regionale.

E l’indicazione è che la giunta regionale eserciti pressione sul Governo centrale, affinché sia aumentato il numero degli accessi ai corsi di laurea in medicina e chirurgia, ai corsi di laurea specialistica nelle professioni sanitarie e ai corsi di formazione specialistica. «Si propone pertanto – ha spiegato Ruggeri dopo i lavori – che sia modificata in termini meno vincolanti la legge 264 del 1999 e che già in vista dei due prossimi anni accademici sia incrementato almeno del 50 per cento l’accesso di aspiranti medici. Richieste inoltre una valutazione attendibile sul fabbisogno degli organici, la copertura integrale delle borse di studio e incentivi per il rientro sia di medici sia di personale sanitario ora al lavoro fuori regione».

Il consigliere Pd Andrea Biancani sottolinea: «Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione per incrementare gli accessi alle facoltà di medicina e ai corsi di specializzazione. È un atto di indirizzo importante, che recepisce i punti principali della proposta di legge al Parlamento, di cui ero primo firmatario, per modificare la norma del 1999 sul numero chiuso. Mai come negli ultimi due anni è risultato evidente lo scollamento tra il numero di medici e infermieri necessario dentro gli ospedali e nella sanità territoriale, rispetto alla disponibilità effettiva di personale. La nostra proposta, sottoscritta da tutti i consiglieri del Pd, proponeva un accordo tra Stato e Regioni per aumentare gli ingressi all’università fino a coprire il fabbisogno reale del sistema sanitario. Attualmente il parametro si basa principalmente su quanti studenti ogni ateneo riesce ad accogliere (offerta potenziale). Il criterio più razionale è invece il fabbisogno definito dalla programmazione del Ministero della salute, dopo aver recepito le richieste regionali».