Centro Pagina - cronaca e attualità

Pesaro

Carcere di Pesaro, si allaga una sezione. Polizia penitenizaria: «Ennesima emergenza»

Le sigle sindacali denunciano quanto accaduto. Sono stati spostati 40 detenuti in spazi di fortuna. Non è più tollerabile

Una manifestazione degli agenti della penitenziaria a Pesaro

PESARO – Lavori al carcere di Pesaro, ma alla prima pioggia si è allagata una intera sezione. Detenuti spostati in tutta fretta in spazi di fortuna.

È quanto fanno sapere i sindacati di polizia penitenziaria Osapp, Uilpa, Uspp, Cnpp, Fp Cgil, Fns Cisl. «Siamo costretti a denunciare l’ennesima emergenza che ha colpito la Casa Circondariale di Pesaro. Nella giornata di venerdì scorso, in concomitanza dei lavori di rifacimento dei solai dell’Istituto, tuttora in corso, per i quali sono state rimosse le vecchie e deteriorate coperture dei tetti ed a causa delle copiose piogge di questi giorni, un’intera sezione detentiva si è completamente allagata. Il corridoio e quasi tutte le camere detentive nel giro di poche ore si sono trasformate in delle vere e proprie piscine. L’impianto elettrico, già di per sé obsoleto e fatiscente, è andato in tilt in quanto compromesso dall’abbondante acqua che cadeva dal soffitto».

I sindacalisti della polizia penitenziaria aggiungono: «Evidenti e gravi sono state le ripercussioni sulla sicurezza e l’ordine dell’Istituto sin dalle prime ore del mattino, fino ad arrivare  al tardo pomeriggio di ieri, quando  la Direzione del carcere è stata costretta a chiudere e rendere inagibile l’intera sezione detentiva coinvolta dall’allagamento, trasferendo ben quaranta detenuti in tutti gli spazi e locali disponibili all’interno dell’Istituto, impiegando tutto il personale al momento presente il quale ha potuto terminare il proprio turno di servizio solo nella tarda serata».

Secondo le sigle «Ci sono sicuramente gravi responsabilità per quanto accaduto, soprattutto ci si chiede chi e perché abbia ritenuto idoneo procedere con i lavori senza effettuare lo sfollamento di almeno una sezione detentiva. Era facilmente prevedibile che si sarebbero verificate delle problematiche, che si potevano evitare, chiudendo, prima dell’inizio dei lavori, i reparti detentivi come solitamente avviene in altri Istituti Penitenziari. Purtroppo i primi a subire le conseguenze di decisioni prese da “altri”, sono gli uomini e le donne della polizia penitenziaria, ai quali dopo viene chiesto di intervenire per far fronte alle emergenze. A nome di tutto il personale di polizia penitenziaria rappresentato in servizio nell’Istituto Pesarese, ormai stanco e demotivato, dopo un periodo covid-19, ed un’estate trascorsa tra doppi turni ed aggressioni, ed i disattesi riscontri promessi dopo le riunioni di luglio, ci riserviamo di avviare azioni concrete ed incisive, affinché si ottenga la dovuta considerazione e quei cambiamenti che tutto il personale chiede ad alta voce».