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Pesaro

Cagli, cardiopatico muore in attesa del 118. Ruggeri (M5S): «Necessario potenziare il sistema dell’emergenza nelle zone interne»

Una questione di eminente carattere organizzativo, che solo alcune settimane fa aveva segnalato con forza un analogo episodio accaduto a Pianello di Cagli

mezzo del 118
Un mezzo del 118

CAGLI – Il malore, la chiamata al 118 e l’arrivo della prima ambulanza dopo circa 30 minuti. Troppo tempo per un uomo con pregressi di cardiopatia che si è purtroppo spento nell’attesa. Il dramma si è consumato a Cagli. Al momento del malore l’ambulanza più vicina era già fuori per un altro servizio e così la chiamata è stata dirottata in un altro paese. Il primo mezzo dei sanitari sarebbe arrivata da Fossombrone con a bordo solo il personale infermieristico. Il secondo veicolo, appartenente sempre ai mezzi di Fossombrone ma proveniente da Fano, sarebbe arrivata poco dopo, stavolta con medici a bordo ma oramai, per l’uomo, era troppo tardi.  

A commentare quanto accaduto la consigliera regionale del M5S Marta Ruggeri che incalza sull’esigenza improcrastinabile di potenziare subito il sistema dell’emergenza-urgenza nelle zone interne della nostra provincia. «Mi risulta che una chiamata di soccorso a Cagli abbia dovuto attendere l’arrivo da Fano, a circa 50 chilometri di distanza, di un’ambulanza con il medico: verificherò nelle sedi opportune».

Marta Ruggeri
Marta Ruggeri

«Mi risulta – prosegue la capogruppo di M5S – che sia stata inviata sul posto un’ambulanza infermieristica da Fossombrone con personale reperibile e non di guardia attiva e che poi sia stato necessario far partire da Fano un altro mezzo del 118, con il medico a bordo. Un episodio con epilogo tragico, la persona è deceduta, che purtroppo ripropone il tema dell’emergenza-urgenza nei luoghi più decentrati, in particolare nell’area del Catria e Nerone».

Una questione di eminente carattere organizzativo, che solo alcune settimane fa aveva segnalato con forza un analogo episodio accaduto a Pianello di Cagli: «La Regione dovrebbe muoversi con la massima celerità, dimostrando in modo concreto e tempestivo la proclamata discontinuità rispetto alla precedente gestione, con i suoi ospedali provinciali e un’attenzione assai meno pressante alla sanità diffusa, che pure è la fondamentale garanzia di un eguale diritto alla salute. Servono più dottori, per potenziare la flotta delle automediche, e servono postazioni più numerose per coprire meglio il territorio. Dalla Regione attendo notizie riguardo all’interrogazione del gruppo a 5 Stelle sulle tre nuove postazioni Potes 118 nell’Area Vasta 1, di cui una a Frontone e Terre Roveresche».