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Pesaro

Biodigestore a Talacchio, il comune di Tavullia chiede di valutare altri siti

Il sindaco Paolucci: «Non si può concentrare qui gran parte dell'impiantistica necessaria per gestire il ciclo dei rifiuti, avremo già il Tmb»

Un biodigestore
Un biodigestore per il trattamento dei rifiuti

TAVULLIA – La Green Factory, società controllata da Marche Multiservizi, ha presentato un’istanza alla Provincia per l’autorizzazione alla realizzazione di un impianto di biodigestione anaerobica a Talacchio di Vallefoglia, al confine con Tavullia.

L’amministrazione comunale aveva avviato i primi confronti con la società di servizi per avere delucidazioni su un progetto su cui non aveva ricevuto e non ha tuttora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Ora, pur non avendo competenza diretta su un’opera che non ricade nel proprio territorio, chiede in primo luogo di valutare siti alternativi a quello individuato e, in secondo luogo, di essere coinvolta nei processi decisionali, così da poter tenere costantemente aggiornati i cittadini in un’ottica di massima condivisione e trasparenza.

«Siamo favorevoli a questo tipo di impianti che, attraverso il trattamento dei rifiuti organici, producono biometano e compost per l’agricoltura, favorendo il passaggio da un’economia di tipo lineare a un’economia circolare: un modello di sviluppo sostenibile che prevede una minor produzione di rifiuti grazie al riciclo ed il riuso dei beni premette il sindaco di Tavullia Francesca Paolucci -. Chiediamo però di valutare siti alternativi a quello attualmente individuato semplicemente perché l’impianto sorgerebbe a pochi chilometri dal centro abitato di Padiglione e Case Bernardi nel territorio di Tavullia. Un territorio su cui è stata realizzata una discarica dal 1991, che verrà chiusa nel giro di qualche anno e dove è in fase di costruzione un Tmb (Trattamento meccanico-biologico).

Da circa 30 anni ci siamo fatti carico, con grande senso di responsabilità, di dare soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti prodotti nella nostra provincia. Siamo consapevoli del fatto che gli importanti risultati sul fronte della raccolta differenziata ottenuti in questi anni non si raggiungono con gli slogan, ma grazie agli impianti, e sappiamo che un biodigestore ha un impatto notevolmente più ridotto, basti vedere le recenti prese di posizione di Legambiente, che rassicura sulla capacità di non creare fuoriuscite di odori o sostanze nocive per la salute dell’ambiente e dei cittadini. Ma riteniamo che possano essere vagliate anche soluzioni differenti per non concentrare su questo piccolo fazzoletto di territorio gran parte dell’impiantistica necessaria per gestire il ciclo dei rifiuti nella nostra provincia. Anche perché nel Piano provinciale di gestione dei rifiuti non c’è alcun riferimento né all’impianto né tantomeno alla sua localizzazione».