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Pesaro

Pesaro, biodigestore: costituiti due tavoli di lavoro. Quale sarà la sede?

Il tavolo tecnico si confronterà su tre temi principali, per poi riferire a quello politico: individuazione della sede più idonea, verificare la possibilità di creare maggiori sinergie tra Aset e Marche Multiservizi, investimenti per il miglioramento dei servizi

Un biodigestore
Un biodigestore

PESARO – Prosegue il dibattito intorno al tema biodigestore: come anticipato dal presidente della Provincia di Pesaro Urbino Giuseppe Paolini ai sindaci nell’incontro del 12 giugno scorso, sono stati costituiti due tavoli di lavoro, uno politico e uno tecnico, i cui componenti si sono incontrati nella serata del 23 giugno.

La riunione dello scorso 12 giugno aveva scatenato non poche polemiche, soprattutto per quello che concerne il luogo dove far sorgere il biodigestore. Tra le località su cui potrebbe cadere la scelta c’è anche Fano: i pareri al riguardo sono abbastanza discordanti. C’è chi vede nell’impianto di digestione anaerobica una preziosa occasione, chi invece ne evidenzia le implicazioni negative.

All’ultimo incontro svoltosi il 23 giugno hanno preso parte, per quello che concerne il tavolo politico, i Comuni di Pesaro, Fano, Urbino, Vallefoglia, Tavullia, Colli al Metauro, San Costanzo, Borgo Pace, Cantiano, Lunano, Mondavio, Pergola. Per quello che concerne il tavolo tecnico invece erano presenti il direttore generale della Provincia Marco Domenicucci, il presidente e l’amministratore delegato di Marche Multiservizi Antonello Delle Noci e Mauro Tiviroli, il presidente e amministratore delegato di Aset Paolo Reginelli e il direttore di Aset Marco Romei.

Presidente Provincia PU Giuseppe Paolini
Il presidente della Provincia PU Giuseppe Paolini

Al riguardo Paolini ha riferito: «Il tavolo tecnico si confronterà su tre temi principali, per poi riferire tra un mese al tavolo politico: individuazione della sede più idonea per il biodigestore, verifica della possibilità di creare maggiori sinergie tra Aset e Marche Multiservizi e infine gli investimenti per il miglioramento della qualità dei servizi e sostenibilità delle tariffe».

Oltre all’individuazione della sede del futuro biodigestore, il vero pomo della discordia sarebbe rappresentato dalle “maggiori sinergie tra Aset e Marche Multiservizi” che si tradurrebbe con una fusione tra le due società che viene vista come un potenziale pericolo da scongiurare da diverse fazione politiche tra cui M5S Fano e Lega Fano.

Critiche, anche aspre, rispedite al mittente dal presidente Paolini che ha ribadito pochi giorni fa il suo pensiero in merito alla gestione dei servizi pubblici locali: «Ribadisco l’auspicio che Marche Multiservizi ed Aset prendano in considerazione l’ipotesi di creare un’azienda unica nell’interesse dei cittadini, migliorando i servizi e garantendo tariffe sostenibili grazie ad economie di scala che si verrebbero a creare all’interno dell’intero ambito».