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Pesaro

In aumento le richieste di anticipo dei fondi pensione nel pesarese, Fiom Cgil: «Salari troppo bassi, serve un intervento»

Il sindacato parla di un contesto delicato in cui l'inflazione erode il potere d'acquisto. «Calmierare i prezzi»

PESARO – Salari bassi e richieste di anticipo dei fondi pensione. Le preoccupazioni del sindacato sono emerse giovedì 14 luglio dal Comitato Direttivo della Fiom Cgil Pesaro e Urbino: al centro del dibattito la difficile fase congiunturale che colpisce le lavoratrici ed i lavoratori del nostro paese.

«Durante la discussione è emerso fortemente il problema del salario delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti in Italia che risulta essere tra i più bassi in Europa, l’unico che è calato negli ultimi 30 anni ed è ben al disotto della media continentale – spiega il segretario Fiom Fabrizio Bassotti -. Questa situazione va inserita in uno scenario inflattivo in cui l’inflazione corre all’8% erodendo fortemente il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti.

Il continuo aumento dei prezzi anche dei beni di prima necessità sta mettendo in grandissima difficoltà i lavoratori che noi rappresentiamo, che per arrivare a fine mese si stanno indebitando (sono aumentate anche le richieste di anticipo dai fondi pensioni)».

In questo contesto la Fiom Cgil di Pesaro e Urbino ritiene «che il bonus di 200 euro del “decreto aiuti” non sia una soluzione al problema salariale, che i 200 euro diventino una soluzione strutturale e che occorra una politica per calmierare i prezzi. Invitiamo tutte le forze politiche che riconoscono questo problema a fare pressione verso il governo affinchè intervenga velocemente per risolvere strutturalmente il problema salariale. La Fiom Pesaro Urbino è impegnata di concerto con la Confederazione a dare continuità alle mobilitazioni per tutelare il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori».