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Pesaro

L’audizione di Pesaro per la candidatura a Capitale italiana della cultura 2024. Si punta sulla “Natura della Cultura”

Presentato alla commissione del Mic, in diretta streaming dall'Auditorium Pedrotti, il dossier. «Un nuovo rapporto con lo spazio»

Di fronte alla commissione del Ministero della Cultura il sindaco Matteo Ricci ha aperto l’audizione pesarese (Foto ufficio stampa)

PESARO – L’audizione di Pesaro per la candidatura di Pesaro a Capitale italiana della Cultura 2024. La città e il territorio insieme ai 50 sindaci della provincia si è dato appuntamento ieri all’auditorium Pedrotti.

Di fronte alla commissione del Ministero della Cultura il sindaco Matteo Ricci ha aperto l’audizione pesarese con un pensiero di pace rivolto al popolo ucraino. Con la testimonianza che arriva dalla “vicina” Kharkiv, «Come noi Città Creativa della Musica UNESCO – sottolinea Ricci – e centro dell’inferno dei bombardamenti russi. Con piazze, palazzi, case distrutte, che conta tra vittime e feriti tanti civili, come musicisti e creativi». Nel taschino della giacca il sindaco ha una foglia giallo-azzurra di ginkgo biloba: «Albero della pace e simbolo della natura che resiste. L’abbiamo colorata con le tinte della resistenza ucraina, perché parta un messaggio di pace anche da questo teatro».  

Sul palco del Pedrotti, al fianco di Ricci, anche la squadra di Pesaro2024: la scrittrice Giorgia Righi, l’imprenditrice Fabiana Scavolini, il presidente Fondazione Rossini Gianni Letta, il vicesindaco e assessore alla Bellezza di Pesaro Daniele Vimini, la direttrice artistica di festival Lucrezia Ercoli, la direttrice d’orchestra Francesca Perrotta, l’assessore alla Cultura della Regione Marche Giorgia Latini, il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Giuseppe Paolini, la ProRettrice Sostenibilità e Valorizzazione delle Differenze Università di Urbino Elena Viganò, il semiologo Stefano Jacoviello e il direttore di Candidatura Pesaro2024 Agostino Riitano. «Vogliamo essere sempre più un’orchestra, composta anche dai 52 sindaci delle città della provincia che, in caso di vittoria, saranno a turno Capitale Italiana della Cultura. Un’orchestra formata da aziende e paesaggi, studenti e lavoratori, fatta di storie e visioni. Un’orchestra dove ognuno proverà a suonare il proprio strumento e insieme comporre la melodia della rinascita». Come ha ricordato il sindaco di Pesaro al raccontarsi preferisce immaginarsi: «Dopo il Covid-19 vogliamo costruire un nuovo rapporto con lo spazio, fondato su mobilità sostenibile e innovazione tecnologica. Vogliamo investire sulla bellezza e sulla cultura del fare. Vogliamo accorciare le distanze che spesso si creano tra turista e abitante».

Poi spazio al video emozionale di candidatura realizzato dalle illustratrici Mara Cerri e Magda Guidi con la regia di Claudio Tacchi. Un promo che ha unito lo sguardo onirico sul futuro alla concretezza di progettualità. Come quella della Sonosfera®️, il teatro acustico e immersivo che ha fatto ascoltare la voce del gingko biloba, l’albero della pace che Pesaro ha adottato da anni a testimonianza della sua identità solidale. Un albero rifiorito sul palco del Pedrotti con i colori dell’Ucraina, grazie all’allestimento curato dall’artista e docente Giorgio Donini.  

Entro il mese di marzo la commissione del Mic, presieduta da Silvia Calandrelli, indicherà al Ministro Dario Franceschini la candidatura più idonea per l’attribuzione del titolo da parte del Consiglio dei Ministri. Daniele Vimini, vicesindaco e assessore alla Bellezza di Pesaro, ha ricordato: «L’Amministrazione comunale ha confermato l’importante budget annuale di 15milioni di euro di spesa per la cultura: politiche giovanili, turismo, crescita, scuola e formazione. Ambiti su cui non abbiamo smesso di investire – neanche durante la pandemia – in quanto patrimonio per la crescita della comunità». Una spesa che dimostra la credibilità dei 6milioni di euro previsti per “La natura della cultura”.

È stata poi Lucrezia Ercoli a spiegare “La natura della cultura”, il titolo del dossier di Pesaro 2024. «Il presente ci pone nuove sfide, a cui dobbiamo rispondere con nuove risposte e abitudini individuali e collettive». E la candidatura immagina la città che non c’è ripensandola a partire da un nuovo modo di abitare, «Abitare lo spazio, abitare il tempo», per «tornare ad abitare poeticamente il mondo, ritrovare l’armonia tra ambiente e città, paesaggio e cultura. Che sono un unico paesaggio culturale plasmato dalle nostre memorie e desideri. Quando il mondo si trasforma in incubo distopico è necessario costruire un’utopia locale, modello per utopia globale». 

«Pesaro ha costruito la sua identità di Città Creativa della Musica UNESCO – ha detto Gianni Letta, presidente Fondazione Rossini – attorno all’opera e alla figura del suo figlio più illustre, Gioachino Rossini, che qui è popolare come in nessun’altra parte del mondo. A Pesaro c’è una Fondazione, un Conservatorio, un Festival, una casa-museo intitolate al compositore. Tutte sono intrecciate armonicamente, come un’orchestra». 

Un territorio che ospita molte eccellenze, tra queste le aziende legate al mobile. Fabiana Scavolini, amministratore delegato dell’omonimo gruppo, ha raccontato: «Nascere in questo distretto ci ha aiutato a diventare “la più amata dagli italiani”. Pesaro e Scavolini non hanno solo una relazione industriale: siamo tra gli enti promotori del Rof, tra i componenti della Fondazione Rossini e partecipiamo alla riqualificazione del PalaScavolini, che diventerà un auditorium polifunzionale. Tutto questo, per noi, è la bellezza del lavoro». 

È stata poi Francesca Perrotta, direttrice dell’Orchestra Olimpia, ensemble sinfonico femminile della città, a scendere nel dettaglio del progetto di candidatura “La natura della cultura” che «raccoglie oltre 50 interventi articolati in 5 sezioni che declinano il rapporto tra arte, cultura e tecnologia».

L’audizione si è conclusa con il suono della città orchestra, sulle note dell’ouverture del Guglielmo Tell di Gioachino Rossini.