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Pesaro

Pesaro, 39 i casi di atti persecutori in provincia e 25 le violenze sessuali sulle donne

Consiglio comunale monotematico sul tema della violenza sulle donne. Ricci: «La lotta contro la violenza e la disparità di genere deve diventare un assillo per la politica e le istituzioni». Ecco gli interventi, i numeri e gli strumenti di aiuto

Violenza sulle donne, violenza domestica, stalking, violenza di genere

PESARO – Sono i numeri a dire quanto sia presente la problematica. Nella provincia di Pesaro Urbino gli atti persecutori nei confronti delle donne nel 2019 sono stati 47, ad oggi nel 2020 sono 39. I maltrattamenti in famiglia sono passati da 84 a 65. Le violenze sessuali nel 2019 erano state 26 e ad oggi sono già 25. Questi i numeri forniti dalla Questura di Pesaro nella Giornata contro la violenza sulle donne.

Nella nostra provincia, lo scorso anno il Centro antiviolenza “Parla con noi”, da 11 anni a fianco delle donne, ha accolto 142 vittime di aggressioni fisiche e/o verbali. Questo il dato fornito durante il consiglio comunale monotematico intitolato “Mai da sole”. Per il presidente Marco Perugini «una risposta attenta, preziosa e discreta a un fenomeno sommerso. Un fenomeno celato per la gran parte delle volte dalle mura domestiche; un fenomeno subdolo che assume oggi nuovi connotati con i social, come nel caso del revenge porn. Dobbiamo riscattare la società nel segno dell’educazione, del rispetto, della gentilezza». 

Nella mattinata, anche l’intervento del sindaco Matteo Ricci: «Ogni tre giorni una donna viene uccisa in quanto donna. Tutti i giorni, le donne vengono stuprate, picchiate, perché l’uomo che hanno incontrato a una festa, il loro collega di lavoro, o il loro compagno/marito le vuole controllare, padroneggiare, sottomettere con la forza. Il sistema di sostegno e accoglienza delle donne che subiscono abusi si regge sul lavoro dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio, strutture la cui esistenza è prevista dalla legge ma che lo stato non è mai riuscito a finanziare e organizzare in modo adeguato. Occorre rimediare, e farlo presto: la lotta contro la violenza e la disparità di genere deve diventare un assillo per la politica e le istituzioni, non solo a parole, non solo il 25 novembre».

L’assise del pomeriggio si è aperta con la proiezione del video-campagna di comunicazione social realizzato dalla Marconi School Musical con testi di Ilaria Dardanelli e Tomas Nobili.

Ad aprire la serie di interventi, l’assessore alla Crescita e alla Gentilezza, Giuliana Ceccarelli: «I media ci dicono che sono 93 le donne uccise da inizio anno dai loro uomini e tanti sono i figli che assistono a questa atrocità. Spesso muoiono anche figli, uccisi “per amore” dal loro padre. Sono numeri che indicano il bisogno di crescita civile della nostra comunità. Come amministrazione comunale per giungere a questo obiettivo, abbiamo lavorato su quattro tipologie di azioni: legislativa; della formazione; relazione e ascolto; organizzativa e di condivisione. Dobbiamo scardinare il meccanismo della “non denuncia”».

In mattinata il Soroptimist ha distribuito le mascherine realizzate dai ragazzi del liceo Mengaroni (rappresentati da Ramon Campanella, 4C, intervenuto durante l’assiste) guidati dalla professoressa Isabella Galeazzi e dalla dirigente Serena Perugini, «sempre vicini e pronti a raccogliere le proposte del Comune e del mondo associazionistico della città». 

A seguire Sara Mengucci, assessore alla Solidarietà: «Il Centro Antiviolenza ha sempre garantito il suo servizio. A marzo e ad aprile lo ha fatto a distanza, grazie alle operatrici telefoniche pronte a rispondere ad ogni esigenza delle donne. I dati provinciali parlano di 142 casi nel 2019. È un numero elevato». 

Via anche al progetto “Io…ricomincio da me” a sostegno e tutela dei percorsi di autonomia delle donne in uscita da situazioni di violenza, votato all’unanimità dal consiglio, presentato nella mozione firmata dalle consigliere della 12° commissione Donne Elette presieduta da Anna Maria Mattioli. «Nello specifico – spiega la consigliera Pd insieme alla vice presidente di commissione Giulia Marchionni (Prima c’è Pesaro) –  è rivolto a tutte le donne residente nel Comune di Pesaro. Il sostegno dell’inserimento lavorativo e all’autonomia professionale è fondamentale perché spesso i percorsi di uscita dalla violenza si scontrano con la difficoltà delle donne di trovare un lavoro e condizioni di vita dignitose per sé e per i propri figli».
Il progetto è finalizzato a tutelare le donne e gli eventuali figli minori che “non escono” da strutture di accoglienza e che “non hanno” la tutela delle azioni ed interventi descritti, attraverso alcuni principali interventi:

  • creazione di uno specifico fondo per la copertura delle spese per attività educative, artistiche, sportive e sanitari dei figli minorenni;
  • servizi per custodia di figli minorenni durante l’orario lavorativo delle donne;
  • istituzione di un fondo di garanzia per la copertura delle spese di affitto e per le utenze, a sostegno di queste necessità;
  • possibilità, qualora ci fossero situazioni di grave emergenza abitativa e particolari criticità, di far riferimento all’art. 12 del regolamento Erap.