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Pesaro

Art.1: «Biodigestore a Talacchio, impianto oltre il fabbisogno provinciale»

Il Movimento democratico progressista teme l'arrivo di rifiuti da altre regioni «per trarne profitto, Regione e Provincia intervengano»

Uno striscione contro la realizzazione dell'impianto a Talacchio

VALLEFOGLIA – Biodigestore, Art 1 Mdp pone alcuni interrogativi sul progetto e sul silenzio delle ultime settimane.

«A fronte dei diversi mesi trascorsi e degli incontri svolti, Art.1 Vallefoglia si domanda a che punto sia giunto il progetto di realizzazione di un Biodigestore a Talacchio di Vallefoglia, visto che apparentemente tutto tace. Diciamo “apparentemente” in quanto, stando a ciò che viene riportato sul sito informativo di Green Factory, il progetto sta andando avanti e allo stesso tempo stanno affiorando altre proposte di realizzazione di diversi impianti similari in altre realtà del territorio provinciale e regionale, nonostante manchino dei tasselli fondamentali, ovvero Regione e Provincia».

Ultimo squillo quello dell’assessore regionale Stefano Aguzzi a proposito della scelta del sito, che compete ai privati. Argomento dibattuto quello della realizzazione di un impianto a Talacchio. Tra i primi oppositori gli ambientalisti pronti a scommettere che arriveranno rifiuti da fuori.

«Infatti, in tutto questo affaccendarsi di progetti, i due enti, preposti alla redazione dei Piani dei Rifiuti, al loro rispetto e applicazione, tacciono – continua Art1 – È forse il caso di dire “chi tace acconsente”? Non possiamo affermarlo, ma certo è che il territorio ha bisogno che, in mancanza di un Piano Regionale dei Rifiuti aggiornato al fabbisogno attuale, la Regione Marche si adoperi nel far rispettare quello attualmente vigente. Appurato che il Piano d’Ambito per la gestione dei rifiuti per ATO 1 Marche Nord non è presente, il Piano Regionale dei Rifiuti da atto che nella Regione Marche ci sono 6 impianti la cui potenza autorizzata di trattamento è pari a 127.900 t/a, potenzialità impiegata per circa l’82%, con un deficit di 26.000 t/a, quindi si prevede la costruzione di biodigestori di prossimità con potenzialità di circa 35000 t/a.

A Vallefoglia si sta progettando un impianto che tratterà, invece, 105 mila t/a mentre i rifiuti prodotti nella provincia di Pesaro sono circa 50 mila t/a. Complessivamente i rifiuti prodotti nella regione Marche assommano a circa 250 mila t/a, ma nella Regione ci sono richieste di costruzione di 8 biodigestori per una capacità di lavorazione di 500mila t/A. Di fronte a questa situazione la Regione cosa fa niente?».

Art. 1 chiede che «la Provincia di Pesaro e Urbino si adoperi quanto prima per completare il Piano Provinciale, che individui il reale fabbisogno degli impianti, la loro tecnologia e la localizzazione più idonea. Com’è emerso in diverse altre occasioni, allo stato attuale il progetto presentato da Green Factory non risulta compreso in nessun atto di programmazione, sia esso approvato o in fase di elaborazione, pertanto non rientra, di fatto, nella pianificazione regionale e provinciale a cui deve invece sottostare.

In questo momento assistiamo ad una corsa sfrenata alla costruzione di biodigestori per accaparrarsi gli incentivi. Art. 1 ritiene che i rifiuti prodotti vadano smaltiti sul posto e non importati da altre regioni solo esclusivamente per trarne profitto (questa non è economia circolare). Art. 1 chiede una gestione ordinata dei rifiuti a cominciare da una politica volta a ridurne i consumi, mentre non si sta facendo niente per ridurli perchè più rifiuti si producono più lavora il biodigestore e più soldi fa chi li gestisce. La Regione intervenga perché si sta consumando una violazione della legge regionale mentre le leggi valgono per tutti anche per i privati e garantisca il reale benessere sia dei cittadini che del territorio e non guardi solo ad un beneficio economico».