Pesaro

Da Arnaldo Pomodoro al contemporaneo, la mostra in Pescheria a Pesaro che parla di scultura urbana

Nel loggiato due sculture di Arnaldo Pomodoro e una selezione di materiali d’archivio, nella chiesa del Suffragio il lavoro commissionato a dieci autori under 35

PESARO – Un salto temporale che ci riporta al 1971. Al Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro Musei ha inaugurato la mostra ‘Sculture nella Citta’ 1971/2024. Dall’arte pubblica di Arnaldo Pomodoro allo spazio urbano di dieci giovani autori’, a cura di Pippo Ciorra/Senior Curator MAXXI Architettura, e dei grafici e designer Michele Giorgi e Carola Nava.

L’esibizione è promossa dal Comune di Pesaro e realizzata in collaborazione con Fondazione Arnaldo Pomodoro/Milano. L’organizzazione è a cura della Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive. Special partner, Banca di Pesaro – Credito Cooperativo. Nel palinsesto ufficiale di Pesaro Capitale italiana della cultura 2024 e concepita per gli spazi del Centro Arti Visive Pescheria, la mostra rappresenta il primo capitolo del progetto di dossier ‘Dalle sculture nella città all’arte delle comunità’ curato da Marcello Smarrelli che coinvolgerà nell’arco dell’anno i 12 Quartieri cittadini e il Municipio di Monteciccardo, sviluppando come fulcro tematico il rapporto tra le arti e lo spazio pubblico e come area di studio il centro storico. 

L’evento scaturisce dalla memoria e dallo studio dell’esposizione ‘Arnaldo Pomodoro: Sculture nella città’ del 1971, occasione che vide la prima collocazione a Pesaro della versione in fiberglass della Sfera grande, 1966-67, diventata poi una delle opere più significative del patrimonio pesarese. ‘Sculture nella città 1971/2024’ intende aprire a una rilettura critica del progetto storico e allo stesso tempo avviare una nuova riflessione sugli ampi e complessi temi dell’arte e dell’architettura pubblica. 

Daniele Vimini sottolinea: «E’ un’occasione per leggere lo spazio urbano e le connessioni con il contemporaneo anche attraverso le residenze diffuse nei Quartieri e a Monteciccardo con scambi generazionali preziosi. Quindi è bello ripartire da quella storia che ha connotato fortemente il territorio. Ricordo anche il tema delle ‘sfere’, che a partire dalla Sfera Grande di Pomodoro ci fa arrivare alla Biosfera che verrà inaugurata in piazza del Popolo a breve con l’obiettivo di portare in città una sfera digitale in dialogo con il pubblico 24 ore su 24. Credo che la mostra in Pescheria sarà uno degli eventi più ‘programmatici’ di Pesaro 2024».

Nel 1971, grazie al lavoro di coordinamento tra la Galleria Segnapassi di Pesaro – fondata da Renato Cocchi, Franca Mancini e Milena Ugolini – e la Galleria Marlborough di Roma – diretta da Carla Panicali -, in collaborazione con Comune, Provincia e Azienda Autonoma di Soggiorno, Pesaro ospitò una mostra pubblica di sculture di Arnaldo Pomodoro, per la prima volta esposte tra le vie del centro storico. L’eredità di quell’evento si tradusse in altre due edizioni di “Sculture nella città:” nel 1972 con le opere lignee di Ceroli, e nel 1973 con la retrospettiva di Ettore Colla. Nel 1976, la spinta visionaria della Galleria Segnapassi portò alla realizzazione della mostra di Alberto Burri presso il Palazzo Ducale. L’esperienza degli anni Settanta ha rappresentato una tappa fondamentale per la costruzione dell’identità contemporanea di Pesaro, i cui spazi pubblici negli anni successivi si sono arricchiti di installazioni permanenti di opere di artisti come Pietro Consagra, Eliseo Mattiacci e Mauro Staccioli.

Nel loggiato della Pescheria, è allestita una selezione di documenti di archivio e fotografie provenienti dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro e dall’Archivio Ugo Mulas che permetterà di approfondire il lavoro di uno dei massimi artisti italiani, mettendo in relazione temporale, contestuale e concettuale il case-study del 1971 con quanto avveniva in altri scenari nazionali e internazionali. Sono inoltre esposte due delle sculture presenti nella mostra del 1971: Colonna intera recisa, 1969, e Rotante massimo, IV, 1969/1970, presenti nella mostra del 1971, insieme a un racconto per immagini e documenti d’archivio di cinquant’anni di vita della Sfera grande, diventata un’icona dell’identità pesarese.

Per documentare l’impegno attuale di architetti, artisti, designer, grafici e performer nelle città, la chiesa del Suffragio accoglie i progetti commissionati a dieci autori under 35, invitati a concepire gli interventi in relazione alla memoria culturale e topografica cittadina, in dialogo con la sua attuale comunità. I dieci lavori sono presentati in forma di modelli e installazioni.

La mostra terminerà il 5 maggio 2024

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