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Pesaro

L’appello ai Comuni della Coldiretti Pesaro Urbino: «Tari ridotta per imprese agricole e agriturismi»

Tommaso Di Sante e Claudio Calevi: «Gravi danni al sistema economico agricolo, si dia una mano all'enogastronomia»

PESARO – Meno Tari per gli agricoltori. È l’istanza lanciata ai Comuni da Coldiretti Pesaro Urbino che, in una lettera inviata a tutti i sindaci della Provincia, ha chiesto questa misura per le imprese agricole e per gli agriturismi.  

Una richiesta basata sulle indicazioni contenute nella nota dell’Ifel del 24 aprile, che prevede per le amministrazioni comunali, la facoltà di deliberare riduzioni della Tari per le imprese, dunque utenze non domestiche, che siano state costrette a sospendere l’attività o a esercitarla in forma ridotta a causa della situazione emergenziale. 

«Per superare la crisi – dice il presidente di Coldiretti Pesaro-Urbino, Tommaso Di Sante – occorrono strumenti finanziari in grado di sostenere la capacità economica e produttiva delle nostre imprese, che storicamente sono le più resilienti tra i comparti economici e produttivi del nostro paese, quindi occorre dare una mano alle stesse, attraverso interventi pubblici per consentire una ripresa più veloce».

Per le attività agrituristiche la stessa Fondazione aveva consigliato per la determinazione delle tariffe Tari da applicare agli agriturismi, di tenere conto della specificità dell’attività svolta, in quanto l’agriturismo è finalizzato dalla legge all’obiettivo primario di recupero del patrimonio edilizio rurale. In secondo luogo, si dice di valutare la stagionalità dell’attività, la minor capacità ricettiva rispetto a ristoranti e alberghi, legata al numero massimo di pasti e posti letto offerti.

Tommaso Di Sante, Coldiretti

«Questa emergenza COVID-19 –  spiega il direttore di Coldiretti Pesaro Urbino, Claudio Calevi – sta causando, gravissimi danni al sistema economico italiano. Le misure restrittive adottate, stanno determinando una forte contrazione delle attività multifunzionali delle imprese agricole che, nonostante le restrizioni, non hanno interrotto le loro attività principali di coltivazione e di allevamento, continuano a garantire la produzione di cibo, ma la chiusura delle attività agrituristiche sta mettendo a rischio l’intero comparto legato al turismo enogastronomico del territorio».

«Questa situazione di incertezza – conclude il presidente Di Sante – in merito alla possibile ripresa delle attività e del turismo non consente, di riprogrammare gli impegni e di far fronte agli obblighi di natura tributaria, rischiando di comprometterne la tenuta economico-finanziaria delle stesse imprese. Sarebbe per tanto opportuno, da parte dei Comuni, aderire alle indicazione dell’Ifel e deliberare sin da subito le proroghe dei termini di pagamento della Tari dovuta, ed una consistente riduzione per l’anno 2021».