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Pesaro

“Appalti truccati per il trasporto ambulanze”, nei guai cooperativa con sede a Pesaro

Quattro gli arresti dopo l'indagine della Guardia di Finanza di Pavia per gara con offerta anomala sotto le soglie regionali lombarde

La guardia di finanza di Pesaro

PESARO – Appalti al ribasso per le ambulanze, quattro arresti: nei guai una cooperativa con sede legale a Pesaro, operante in Lombardia.

La Guardia di Finanza di Pavia ha eseguito 4 arresti domiciliari disposti dal Gip Maria Cristina Lapi, nonché perquisizioni e sequestri di apparati informatici in diverse aree geografiche del Paese (Lombardia, Marche, Lazio e Sicilia) per i reati di turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture. I militari della Compagnia di Vigevano hanno scoperto numerose irregolarità nel bando di gara indetto dalla Asst di Pavia nel 2017, per l’affidamento dei servizi di trasporto in ambulanza svolti da una cooperativa di Pesaro per gli ospedali di Voghera, Vigevano, Mede, Mortara, Casorate Primo, Broni e Stradella.

La cooperativa con sede legale a Pesaro, dopo essersi aggiudicata un appalto del valore di circa 2 milioni di euro avrebbe spesso mancato di garantire, già dai primi mesi di operato, il servizio richiesto dall’appalto, creando numerosi e continui disservizi uniti a sensibili ritardi e mancate prestazioni sanitarie, spesso confermati anche da molte segnalazioni pervenute dai pazienti trasportati e dai medici in servizio presso i citati presidi ospedalieri, facendo presupporre l’utilizzo di un numero di autoambulanze e automediche inferiore a quello che era stato contrattualmente previsto.

Durante la partecipazione al bando di gara la cooperativa avrebbe secondo l’indagine potuto presentare all’Asst di Voghera un’offerta anomala, talmente fuori mercato (perché quanto offerto non copriva neanche i costi del servizio) da impedire la partecipazione di tutte le altre associazioni presenti nella provincia di Pavia che per anni avevano svolto lo stesso servizio in convenzione.

Le fiamme gialle hanno accertato che la base d’asta dell’appalto era stata fissata illegalmente a una soglia inferiore alle tariffe regionali, causando, di fatto, l’esclusione automatica degli altri operatori sanitari che non avrebbero mai potuto accettare lecitamente un’offerta cosi svantaggiosa. La cooperativa indagata, si afferma, ha potuto far fronte a un ribasso di oltre il 25% rispetto alle tariffe indicate da Regione Lombardia indicando un costo del lavoro dei propri dipendenti inferiori ai minimi salariali previsti dal contratto collettivo nazionale, costringendo propri lavoratori a prestare anche attività come volontari, traendone un vantaggio che ha consentito loro di presentare un’offerta palesemente anomala per aggiudicarsi l’appalto.

Secondo la Guardia di Finanza «i vertici di Asst Pavia (Direttore e Rup), pur consapevoli della palese anomalia dell’offerta e dell’illiceità del ricorso alla manodopera volontaria, aggiudicavano ugualmente l’appalto alla cooperativa e, successivamente, a fronte delle numerose violazioni contrattuali acclarate già durante il periodo di prova, omettevano di procedere alla revoca dell’aggiudicazione stessa, consentendo alla vincitrice di ottenere un illecito profitto. Molte le violazioni contrattuali e sanitarie di cui la cooperativa pesarese si è resa responsabile. La cooperativa indagata è parte di un consorzio più ampio con sede a Messina nel quale sono presenti altre cooperative operanti nel settore del trasporto sanitario».