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Pesaro

Anticorpi monoclonali: c’è l’ok dell’Aifa, ma «mancano linee guida». Biancani (Pd) sollecita la Regione

Il consigliere regionale insiste perchè la Giunta fornisca delle direttive. Questa terapia è «Un'ulteriore arma per ridurre l'ospedalizzazione»

PESARO – Utilizzo anticorpi monoclonali, c’è l’ok dell’AIFA, ma ora si chiede alla Regione di dare il via libera.

A presentare la richiesta Andrea Biancani, consigliere Pd: «Un’opportunità da cogliere anche nelle Marche, per contrastare il virus, tutelare i soggetti con maggiore rischio di aggravamento e ridurre l’ospedalizzazione». Così il consigliere che chiede alla Giunta regionale di stabilire quanto prima le direttive per utilizzarli.

Nei giorni scorsi il Ministro Speranza ha autorizzato, con decreto, la loro distribuzione, sulla base delle indicazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del Consiglio Superiore di Sanità.

Nel parere espresso lo scorso 5 febbraio, la Commissione individua un preciso target di pazienti da poter trattare, ovvero persone non ospedalizzate, con sintomi lievi rilevati da non più di 10 giorni e con determinati fattori di rischio (es. malattia renale cronica, diabete non controllato, immunodeficienze eccetera). La scelta in merito alle modalità di prescrizione, come pure la definizione degli specifici aspetti organizzativi, “potrà essere lasciata alle singole Regioni”.

«Il loro utilizzo, all’esordio dei sintomi, potrebbe essere utile nelle persone che hanno un maggiore rischio di aggravamento. La somministrazione della terapia – aggiunge Biancani – va effettuata con infusione venosa e con successiva osservazione in un ambiente, come quello ospedaliero, che consenta la tempestiva gestione di eventuali reazioni. Per questo, se vogliamo cogliere fin da subito questa nuova opportunità, è necessario che la Regione predisponga le direttive per il nostro Sistema sanitario regionale, le modalità di prescrizione, quali soggetti potranno somministrarla e in quali ambienti. Presentarla come una terapia possibile su ampia scala non è corretto, ma nei pazienti ad alto rischio di evoluzione del virus, se applicata precocemente, può evitare l’aggravamento, l’ospedalizzazione, fino al ricorso, nei casi più complessi, alla terapia intensiva. Questo è un aspetto importante prima di tutto per abbassare la mortalità e, indirettamente, potrebbe avere un effetto positivo anche nell’indice Rt».

«L’emergenza sanitaria non è ancora finita – conclude Biancani –, ma il piano vaccinale, finalmente definito, unito all’utilizzo di nuove cure, come quella degli anticorpi monoclonali, ci fanno sperare in un ritorno, seppur lento, alla normalità».