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Pesaro

Ance Marche: «Cratere e Pnrr, gli appalti non coprono i costi in edilizia per il caro energia e materie prime: rivedere i prezzari»

Il presidente dei costruttori Confindustria Stefano Violoni: «Sul settore una tempesta perfetta, l’87% dei cantieri senza copertura»

Immagine di repertorio

MARCHE – L’edilizia alla prova del caro energia e della difficoltà di reperire le materie prime. Un settore chiave per le Marche anche in virtù del cratere del sisma. Centropagina ne ha parlato con il presidente regionale Ance Marche Stefano Violoni.

I bonus hanno trainato l’edilizia e con lei tutto il rimbalzo economico di fine 2021, ora che sta succedendo con il caro energia e materie prime?
«Il drastico mutamento del contesto sociopolitico ed economico globale sta generando un forte rallentamento della ripresa economica generale ed in particolare del nostro settore. Al fenomeno del “caro materiali” e alle speculazioni – a cui assistiamo dal 2020 – dall’inizio di quest’anno si sono aggiunti il problema del caro energia e lo scoppio della guerra in Ucraina: la tempesta perfetta. I rincari del gas e del petrolio incidono pesantemente sul costo della produzione e del trasporto dei materiali e, di conseguenza, sul prezzo finale dei prodotti. Le criticità maggiori attengono al mercato pubblico e soprattutto agli accordi quadro, poiché le aziende non riescono a sostenere gli aumenti esponenziali del periodo a fronte di prezzi riconosciuti che risalgono – nella migliore delle ipotesi – ad un anno e mezzo prima. I meccanismi di ristoro varati dal governo non sono in grado di adempiere con efficacia e tempestività, basti pensare che per il primo semestre 2021, ad oggi, sono state evase poco più del 20% delle richieste di compensazione presentate, inoltre siamo ancora in attesa della pubblicazione delle tabelle ministeriali di rilevazione degli aumenti per il secondo semestre. Di fronte a questo scenario le imprese il più delle volte valutano più conveniente incorrere nelle penali piuttosto che effettuare i lavori aggiudicati.

L’effetto dei bonus è finito? 
«Il settore privato, trainato dagli incentivi fiscali messi in campo nella fase post-pandemica, ha subito un primo brusco arresto nella fase iniziale dell’anno e oggi stiamo assistendo ad un altro pericoloso blocco delle operazioni di acquisto dei crediti fiscali, soprattutto da parte degli operatori finanziari prossimi al raggiungimento della loro capacità di “assorbimento” in compensazione dei crediti stessi».

C’è il rischio licenziamenti o cassa integrazione?
«Il momento è molto delicato per la sopravvivenza delle nostre aziende già decimate da anni di crisi, e il rischio si traspone ai nostri dipendenti: licenziamenti o cassa integrazione? Per ora abbiamo certezza di alcune richieste di cassa integrazione, poi, se non verranno attuati velocemente dei provvedimenti, il rischio sarà quello dei licenziamenti».

Il presidente Ance Marche Stefano Violoni

 Non solo bonus ma anche Pnrr, c’è il rischio di non mettere a terra le risorse che arriveranno?
«Il Pnrr è ad un punto cruciale: bisogna prendere coscienza del fatto che quello che è stato immaginato più di un anno fa non collima con la realtà odierna. ANCE ha monitorato circa 800 progetti, in carico ai Comuni, che rientrano nel Pnrr: l’87% di questi non ha una copertura adeguata a far fronte agli ultimi rincari e pertanto, se non arriveranno ulteriori risorse da parte dello Stato o degli enti locali, i lavori non potranno essere eseguiti. Occorre operare al più presto e con coraggio una revisione del Piano in termini di risorse e di tempistiche, compiendo delle scelte che sacrificheranno delle opere a beneficio degli interventi più strategici».

Cosa chiede Ance Marche?
«E’ fondamentale Prevedere un aggiornamento straordinario dei prezzari per i futuri bandi di gara, al fine di tener conto della crisi congiunturale in atto. Per quanto riguarda la nostra regione, l’assessore Baldelli ha manifestato sensibilità rispetto a questa tematica e mostrato ampia disponibilità per provvedere in tempi brevi e con frequenza alla revisione del prezzario regionale.

Siamo una regione nel “Cratere”, senza compensazioni quali sono i rischi o i ritardi?
«
Le Marche sono la regione che ha riportato circa il 67% dei danni registrati a seguito del Sisma 2016. Il “Cratere” con i suoi 27 mld di euro di opere ancora da realizzare rappresenta il cantiere più grande d’Europa e, al tempo stesso, la sfida principale per le imprese edili della nostra regione. In gioco c’è la ricostruzione non solo degli immobili, ma anche di un tessuto sociale, economico e culturale che rischiamo di perdere per sempre. Nell’ultimo mese ci siamo intensamente adoperati, insieme ai professionisti, affinché vengano approvati un prezziario di riferimento adeguato ed un costo parametrico in linea con lo stesso. Lo abbiamo fatto in difesa delle nostre imprese, dei nostri lavoratori, ma soprattutto in difesa dei nostri concittadini che da tempo attendono di riappropriarsi delle proprie abitazioni. Anche l’assessore Castelli ha sostenuto con forza e ribadito più volte le evidenze dei fatti che corrispondono ad aumenti del costo di costruzione che oscillano tra il 20% ed il 30%, attendiamo con fiducia il “responso” definitivo che emergerà dalla Cabina di Regia».

Sono nate tantissime imprese in edilizia, alcuni sostengono anche improvvisate, come strutturare una politica industriale che manca a questo settore da anni?
«Nel solo semestre giugno-dicembre 2021 in Italia sono nate 64 nuove imprese edili al giorno, delle quali il 90% senza dipendenti. Per avviare un’azienda che opera nel settore, ad oggi, non sono infatti richieste competenze specifiche, malgrado negli ultimi anni l’attività edilizia sia diventata sempre più complessa e specializzata per via delle innumerevoli innovazioni tecnologiche dei materiali e delle tecniche costruttive. Nell’ultimo periodo stiamo anche assistendo al fenomeno delle ditte straniere: imprese che operano nel nostro paese senza applicare la contrattazione collettiva nazionale del settore per i lavoratori, realizzando una concorrenza sleale e che potrebbe ingenerare situazioni di elevato rischio. La questione, infatti, ha risvolti che interessano anche la sicurezza nei cantieri, con le neo imprese improvvisate composte da autonomi assunti irregolarmente a cottimo, da apprendisti e tirocinanti, perfino da operai a progetto, che non rispettano le regole e le prassi in materia di sicurezza o, nella migliore delle ipotesi, attuano misure di protezione dei lavoratori inefficaci. Riteniamo fondamentale introdurre un sistema di qualificazione che attesti la capacità delle imprese di operare nei lavori che beneficiano di contributi pubblici – quindi anche per i bonus edilizi – e, altrettanto  importante, garantire l’applicazione della contrattazione collettiva, nazionale e territoriale, dell’edilizia a tutela dei lavoratori e delle imprese che rispettano le regole».