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Pesaro

AIDO Pesaro, ecco il rinnovo dei vertici

Si è riunita i giorni scorsi l'Assemblea per eleggere i nuovi ruoli. Approvata anche la Relazione sull'attività 2019 e il relativo bilancio

PESARO- Si è svolta nei giorni scorsi l’Assemblea Elettiva 2020 della sezione AIDO (Associazione italiana per la donazione di organi) della provincia di Pesaro, chiamata come da Statuto al rinnovo del Consiglio Direttivo.

Sono risultati eletti Silvia Sinibaldi (Presidente), Carla Rossi (vice presidente), Anna Ucchielli (Segretaria), Matteo Biondi (Amministratore), oltre ai Consiglieri Gina Amadori, Francesca Lapolla, Gabriele Riciputi, Stefano Zuccarini. Il nuovo Collegio dei Revisori dei Conti è composto da Fabrizio Franca (Presidente) affiancato dai Membri: Federico Del Baldo e Marina Del Prete.

In precedenza l’Assemblea aveva provveduto all’approvazione della Relazione sull’attività 2019 e del relativo Bilancio, nonché all’approvazione del Bilancio Preventivo 2020.

Vagnini Eugenio

Un momento di particolare commozione si è avuto in apertura dell’Assemblea, quando Silvia Sinibadi ha ricordato la figura di Eugenio Vagnini, fondatore del Gruppo di Pesaro e della Sezione Provinciale, di cui era Presidente Onorario, con la successiva decisione di intestare a suo nome la sezione cittadina. Subito dopo è stata ricordata anche la figura di Antonietta Gennaretti, vice presidente provinciale e del Gruppo di Urbino, deceduta lo scorso anno.

Riguardo l’attività svolta nel 2019, da registrare la soddisfazione unanime per la ripartenza del progetto DONACTION (www.donactioncontest.it), e per la crescente diffusione di “Una Scelta in Comune”, la normativa che consente di esprimere l’assenso alla donazione degli organi al momento del rinnovo della propria Carta di Identità.

Prima della votazione, il Presidente dell’Assemblea ha voluto ricordare le difficoltà operative dovute al covid-19 e all’emergenza socio-sanitaria, che hanno impedito lo svolgimento delle tante attività previste per la sensibilizzazione a favore della donazione degli organi a fine vita, secondo precise norme di legge (le più rigorose, in Europa). Difficoltà che hanno penalizzato in maniera sensibile anche l’autofinanziamento, una situazione che rischia di compromettere l’attività futura, anche se  da parte di tutti i presenti è stata rinnovata la volontà di “tenere duro” e riprendere appena possibile la “normale” vita associativa.