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Pesaro

Fratte Rosa, intesa Regione Marche e Slow Food: l’agricoltura marchigiana sia anche accoglienza e fattore identitario

Sottoscritto a Fratte Rosa il protocollo d’intesa tra Regione e Slow Food. Il vicepresidente della giunta Carloni: «L’agricoltura per valorizzare la comunità regionale e quelle locali»

La firma del protocollo di intesa

PESARO – Slow Food, il protocollo che valorizza le produzioni agricole del territorio in ottica di accoglienza.

È stata sottoscritta, a Fratte Rosa, dal vicepresidente della Regione Marche Mirco Carloni e dal neo presidente di Slow Food Marche Vincenzo Maidani, il protocollo d’intesa per la valorizzazione del territorio. «La Regione Marche – ha detto Carloni – vede in Slow Food il partner ideale per avviare un ulteriore progetto di promozione e rivalutazione del proprio territorio, con particolare rilievo alle attività culturali, agricole, artigianali, commerciali, ambientali e turistiche. Ritiene che tali obiettivi si possano raggiungere con un programma di progetti e iniziative da realizzare nel biennio 2021-2023».

Occorre lavorare sulla sensibilizzazione di temi legati alla biodiversità e sostenibilità, ha affermato Carloni, «perché sono questi i futuri protagonisti della ricchezza agroalimentare della Regione, capaci di esaltare, non solo economicamente, il valore intrinseco del cibo». Carloni ha parlato del prossimo come di «un anno denso di sfide, a partire dall’attività fieristica, dalla valorizzazione dei distretti del cibo e puntando sulle opportunità offerte dalla nuova legge sull’enoturismo. L’agricoltura non può più essere solo un fattore produttivo, ma deve crescere sul fronte dell’accoglienza, della somministrazione, dell’identità. Solo così può acquisire quel valore aggiunto necessario per non giocarci il futuro del nostro entroterra. Abbiamo un margine di crescita elevato che può contare anche sulla fattiva collaborazione di Slow Food».

Una realtà che nelle Marche annovera 1.000 associati, 16 condotte, 12 comunità, 11 presidi, 8 cuochi e 21 orti in condotta. Un presidio è quello della “Fava di Fratte Rosa”, unico nella provincia di Pesaro e Urbino, che ha portato alla scelta, apprezzata dal sindaco Alessandro Avaltroni, del paese come location per ospitare la firma del documento. Il presidente Maidani ha lodato l’intesa conseguita con la Regione, in quanto «valorizza il cibo non come fattore di nutrizione ed economico, ma legato alla socialità, all’etica. Lo valorizza come elemento identitario del territorio, divenendo un biglietto da visita della comunità regionale e di quelle locali di produzione».

L’intesa individua in una serie di interventi le priorità progettuali per il raggiungimento degli obiettivi di valorizzazione del territorio: dalla sensibilizzazione di produttori, operatori della ristorazione e del settore turistico-alberghiero, al recupero dei prodotti di qualità, alla valorizzazione delle tradizioni attraverso la partecipazione ad attività formative specifiche, dirette a accrescere negli operatori la professionalità; dalla conoscenza delle produzioni locali alla consapevolezza del proprio ruolo rispetto alla valorizzazione dell’identità e delle potenzialità del contesto del territorio regionale.

Considerate le peculiarità geomorfologiche della regione, diventa inoltre prioritario lo sviluppo delle aree interne, attraverso il ruolo e la partecipazione attiva delle comunità locali, creando una rete di relazioni strutturata e strutturale, di cui facciano parte anche gli enti territoriali. Un focus particolare andrà previsto per le zone colpite dal terremoto.

Grande attenzione sarà rivolta anche alla biodiversità e quindi anche alle piccole produzioni locali dal carattere fortemente identitario, in grado di accrescere il senso di appartenenza alle comunità e, al contempo, fornire una base importante per il mantenimento delle tradizioni culinarie tipiche. Da qui la grande attenzione per i più giovani, in particolare per gli studenti degli Istituti agrari e degli Istituti alberghieri della Regione. Questi, infatti, saranno i futuri coltivatori e trasformatori dei prodotti che i nostri territori sanno ancora dare.