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Weatco, a Castelfidardo ci si interroga su lavoro e giovani

Si è svolto nel Salone degli Stemmi un incontro con un gruppo di giovani interessati a mettere in pratica idee imprenditoriali

Piazza della Repubblica a Castelfidardo
Piazza della Repubblica a Castelfidardo

CASTELFIDARDO – Sul tema “Quale lavoro per te” per Weatco, il progetto nato all’interno dell’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro dell’Arcidiocesi Ancona-Osimo che può contare sulla collaborazione dell’Ucid e di un gruppo di laici qualificati, si è svolto nel Salone degli Stemmi del Comune di Castelfidardo un incontro con un gruppo di giovani interessati a mettere in pratica delle idee imprenditoriali. Ed è stato proprio il sindaco di Castelfidrado Roberto Ascani ad introdurre i lavori sottolineando che la città della fisarmonica ha sempre rappresentato un modello di sviluppo di idee che hanno dato vita a molte imprese fonte di reddito e benessere sociale e la presenza in questa città di Weatco contribuirà a dare continuità a questo modello.

Giuseppe Palestini, presidente anconetano dell’Ucid, ha sottolineato le caratteristiche di questa associazione di imprenditori cattolici, nata nel dopoguerra proprio per mettere insieme i sogni e le proposte imprenditoriali del tempo che tanto hanno contribuito allo sviluppo dei nostri territori. Con l’intervento di Marco Luchetti l’incontro è entrato nel vivo con l’approfondimento delle caratteristiche principali di Weatco, un gruppo di imprenditori e di professionisti a disposizione di chi intende tramutare un sogno imprenditoriale in un’impresa. Luchetti non ha trascurato di menzionare le difficoltà del momento, ma ha anche sottolineato come da queste possano derivarne delle opportunità. In collegamento dalla Eko di Recanati Stelvio Lorenzetti, che ha sostenuto che l’imprenditore marchigiano sia un imprenditore internazionale che deve affrontare la globalizzazione e il digitale che ha moltiplicato la velocità di ogni azione. Da Londra si è collegato Rodolfo Borsini affermando che la globalizzazione e la delocalizzazione stanno accusando colpi di arretramento a favore di quella che lui ha chiamato “internazione”, cioè rientrare a lavorare nei nostri distretti con un capo commessa e dei satelliti di filiera orizzontale, perché la guerra in Ucraina ha disintegrato la globalizzazione. disintegrato la globalizzazione.

È stata poi la volta di Marco Baldoni che ha presentato casi di start-up vincenti che hanno appassionato i giovani presenti che alla fine hanno rivolto alcune domande ai relatori. Da ultimo il saluto di don Bruno Bottaluscio assistente ecclesiastico della Commissione diocesana del lavoro che ha messo a disposizione i locali nel centro pastorale parrocchiale di via Garibaldi.

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