Centro Pagina - cronaca e attualità

Osimo

Valmusone, riaperture solo all’aperto e coprifuoco: la rabbia dei ristoratori. Lo chef stellato Errico: «È una falsa ripartenza»

Da Loreto a Castelfidardo, da Recanati a Osimo, ecco il parere dei ristoratori, tra delusione e ironia: «Iniziamo i riti propiziatori per ingraziarci il sole. È corsa ai dehors

OSIMO – Il governo ha approvato il nuovo decreto che fissa il calendario delle riaperture a partire da lunedì 26 aprile e sarà in vigore fino al 31 luglio, data in cui è stato prorogato anche lo stato di emergenza. Il coprifuoco è confermato alle 22. Nel provvedimento non viene fissata una data di scadenza ma è stato chiarito che le misure saranno riesaminate in base all’andamento della curva epidemiologica. Dunque è possibile che anche questo limite orario venga rivisto già alla fine di maggio, prorogato o addirittura tolto.
Tutto sarà eventualmente fatto in maniera graduale e sempre a seconda dei contagi sul territorio nazionale. Bar e ristoranti possono riaprire in zona gialla a pranzo e cena ma all’aperto e, per quanto riguarda la cena, rispettando sempre il coprifuoco.

Misure che non vanno giù ai titolari, già in affanno dopo mesi di chiusura. Lo chef stellato Errico Recanati del ristorante “Andreina” di Loreto è tra coloro che non demordono ma sono messi a dura prova: «È una falsa ripartenza, un contentino, non basta alla ristorazione italiana che ha fatto tantissimi sacrifici, ha fatto tanto, ha rispettato tutto, ha rifatto tutto, dal plexiglass alle sanificazioni, e adesso ci siamo stancati. È fuori dal mondo che non ci danno il modo di ripartire in maniera giusta anche perché abbiamo saltato tante festività. I nostri dipendenti vivono di questo. Io i loro stipendi comunque li ho sempre pagati. Adesso fateci lavorare in toto, senza coprifuoco, neanche posticiparlo alle 23. Il Governo deve rivedere quello che ha scritto perché così com’è significa che non ci hanno capito niente di come funziona questo lavoro e cos’è il comparto. Il punto vero adesso è vaccinare il più possibile, meno bollette e riguardare i costi perché sono altissimi per coloro che, come me, lavorano seriamente».

Ironizzano i ristoratori dell’Osteria la Fisarmonica a Castelfidardo: «Noi intanto iniziamo i riti propiziatori per ingraziarci il sole. Se il tempo ce lo concederà, aprile e maggio saremo aperti tutti i giorni a pranzo per poi proseguire con aperitivi e cena fino alle 21. Poi tutti a casa che c’è il coprifuoco alle 22».

Alessandro Dolciotti del Caffè Diana in piazza del Comune a Osimo afferma: «A Pasqua ci hanno fatto stare dentro casa, ci hanno impedito di spostarci da regione a regione ma andare alle Canarie sì, quello si poteva. Adesso è confermata l’apertura di ristoranti e bar all’aperto ma al chiuso no e il coprifuoco resta alle 22. Non va affatto bene».

In tanti si organizzano per chiedere spazi all’aperto. «Sono 18 le pratiche presentate per dehors, di cui 17 già attive dal 2020 e una nuova richiesta per il centro storico (Bar Pierino) – conferma l’assessore alle Attività produttive di Osimo Michela Glorio -. Grazie al lavoro degli uffici e del Responsabile del Suap Fabio Luna l’anno scorso è stato possibile adottare una procedura semplificata che ha permesso a tutti i richiedenti di prorogare le occupazioni precedentemente accordate fino al protrarsi dello stato di emergenza. Questo è stato possibile nel caso di mantenimento delle stesse condizioni (dimensioni, tipologia) dell’anno precedente, con risparmio di costi ed energie per gli operatori economici interessati. L’amministrazione comunale ha cercato di venire incontro alle esigenze di tutti i richiedenti garantendo equità e pari trattamento sia per gli operatori del centro che della periferia. Con l’ulteriore riduzione del 50 per cento del Canone unico, inoltre, ha azzerato i costi per l’occupazione del suolo pubblico. L’appello adesso è a riaprire in sicurezza, osservando la normativa prevista per evitare il contagio da Covid-19 e inaugurare una splendida stagione estiva».

Polemica la consigliera capogruppo delle liste civiche Monica Bordoni: «No alla riduzione del 50 per cento del Canone, sì all’azzeramento almeno per tutto il 2021, i Comuni ne hanno facoltà. Questo è quanto abbiamo chiesto in sede di variazione di bilancio tenutosi lo scorso Consiglio comunale e questo ribadiamo ancora una volta con forza. Gli esercizi pubblici, che dal 26 aprile potranno riaprire ma solo con servizio al tavolo esterno, devono poterlo fare con la massima serenità».