Tecnologia, mappature e impianti “smart”. Così Astea migliora il servizio idrico

Sono 1.344 i km di condutture che la società partecipata gestisce per un bacino di 120 mila abitanti, e quasi 60 mila utenze. È anche grazie a sistemi innovativi di Industria 4.0, che puntano a monitorare i dati in campo e a valutare in tempo reale i malfunzionamenti, che si preserva l'acqua, bene prezioso. Ecco come

OSIMO – Tecnologie, mappature e conoscenza del territorio per un servizio al cittadino di qualità. Così Astea gestisce i 1.344 i km di condutture per un bacino di 120 mila abitanti e quasi 60 mila utenze con un investimento medio annuo di circa 4 milioni di euro. L’acqua è una risorsa da preservare, un bene prezioso che va tutelato anche grazie a sistemi innovativi di Industria 4.0 che puntano a monitorare i dati in campo e a valutare in tempo reale malfunzionamenti. Con il telecontrollo e i sistemi software aggiornati adottati da Astea gli impianti infatti diventano “smart“, intelligenti. Coinvolti anche la rete fognaria, che si estende per 500 km, i sistemi di depurazione, 12 strutture dove avvengono trattamenti di tipo biologico.

L’acquedotto è controllato oggi da un team di circa trenta persone con sedi operative a Osimo e Recanati. Otto i comuni serviti per il servizio idrico: sei sono in provincia di Macerata (Recanati, Potenza Picena, Porto Recanati, Montecassiano, Montelupone e Montefano) e due in quella di Ancona: Osimo e Loreto.

«Sono in atto continui monitoraggi finalizzati alla mappatura delle reti esistenti e alla ricerche di perdite idriche occulte. Questo per ridurre gli sprechi e scongiurare possibili conseguenze a danno degli utenti. La ricerca preventiva delle perdite – spiega la società – avviene continuamente, esternalizzando a ditte specializzate campagne periodiche di ricerca nei centri storici dei Comuni gestiti (zone del territorio più altamente infrastrutturate e quindi a più alto rischio) e mediante campagne di ricerca aziendali applicando le apparecchiature in dotazione dell’ufficio tecnico (tipo noise-logger, correlatori e geofoni). Fattore importante è la tempestività degli interventi di riparazione».

Sono invece circa 500 i km di rete fognaria che Astea gestisce negli otto comuni.
 Lungo la rete (fondamentalmente di tipo misto, cioè destinata al trasporto sia di acque reflue nere che meteoriche) per evitare il danneggiamento per sovrappressione delle condotte in caso di eventi piovosi, sono stati realizzati scolmatori/troppo pieni che si attivano autonomamente in caso di livelli di riempimento delle condotte.
 Il servizio fognature è gestito da un team di quattro persone con sede operativa a Recanati.

Sono 12 invece gli impianti di depurazione gestiti per conto di Astea da Cma (Centro Marche Acqua srl) negli otto comuni di pertinenza, dove avviene un trattamento di tipo biologico.

Tramite sistemi a fanghi attivi, attraverso processi di denitrificazione/nitrificazione, si abbattono inquinanti inorganici e organici coadiuvando il trattamento, dove richiesto, con reagenti chimici. «I limiti imposti per le acque trattate sono variabili per ogni impianto gestito e quelli più restrittivi sono relativi al depuratore di Porto Recanati perché vicino alla costa. Le acque trattate, una volta depurate, sono scaricate in corsi d’acqua superficiali che le portano al mare», continua Astea.

Anche per il processo di depurazione c’è un calendario annuo di autocontrolli imposto in fase di autorizzazione da parte dell’ente competente (Provincia – Settore ambiente). L’Arpam (Azienda Regionale per la Protezione Ambientale) che effettua i controlli esterni periodici previsti. Le acque reflue del comune di Osimo vengono convogliate nell’impianto di trattamento di Villa Poticcio di Castelfidardo gestito da Acquambiente Marche Srl.
 Il servizio depurazione è gestito da 8 persone con sede operativa Porto Recanati.

«Sono utilizzate le migliori pratiche, le ultime tecnologie, le mappature e la conoscenza del territorio per un servizio al cittadino di qualità e nel rispetto del bene prezioso che l’acqua rappresenta, quale risorsa da preservare e da tutelare», spiega Astea.

IL VIAGGIO DELL’ACQUA DALLA FONTE AL RUBINETTO
Questa preziosa risorsa viene approvvigionata nei subalvei dei fiumi Potenza e Musone, mediante la captazione con campi pozzi nei rispettivi territori comunali, dove si trovano anche le centrali di sollevamento.
Nei territori di Osimo e di Montefano l’acqua è distribuita, previa miscelazione con quella dei pozzi, con quella proveniente dal lago di Castreccioni trasportata da Cingoli con un acquedotto gestito da Acquambiente Marche Srl. L’acqua del lago di Castreccioni serve inoltre i comuni di Cingoli, Filottrano, Castelfidardo, Numana e Sirolo.

Nelle centrali avviene lo stoccaggio, la sedimentazione, la miscelazione con l’acqua di Castreccioni (dove previsto) e una prima disinfezione dell’acqua emunta. 
Qualitativamente l’acqua prelevata dal sub-alveo del Potenza è, normalmente, buona da bere alla sorgente di captazione, ovvero già rispettosa dei limiti imposti per i parametri di legge.

Viene comunque disinfettata d’accordo con le Asur per evitare possibili inquinamenti batteriologici in rete. «Noi di Astea crediamo che la qualità dell’acqua potabile distribuita sia di fondamentale importanza. Per questo si realizzano un numero di controlli interni avvalendoci di laboratori di analisi accreditati, distribuiti nello spazio e nel tempo e mirati in funzione degli abitanti serviti e dei metri cubi distribuiti, nettamente superiore a quello imposto dalle norme», spiega in una nota l’azienda.

Per motivi storici dovuti alla qualità e alla quantità dell’acqua disponibile in alcuni comuni gli acquedotti dei comuni di Recanati, Porto Recanati, Loreto e Potenza Picena sono interconnessi.

Le reti e gli impianti gestiti sono telecontrollati con un sistema di software che consente di monitorare i dati in campo come, i volumi immessi e distribuiti, i livelli, i tempi e modi di funzionamento delle parti elettromeccaniche.

Grazie al telecontrollo si riescono a prevenire molti fuori servizio, interruzioni della fornitura e malfunzionamenti, rendendo le reti e gli impianti “smart”.
«Il telecontrollo è un tipico esempio di applicazione della tecnologia a servizio delle infrastrutture.
L’applicazione del telecontrollo nella rete fognaria consente, ad esempio, di monitorare il funzionamento di alcuni scolmatori/troppo pieni esistenti. Nella depurazione invece permette di controllare il corretto funzionamento degli impianti e quindi il monitoraggio continuo della qualità dei reflui trattati», illustra Astea.

«Crediamo che la sfida principale nel Sistema Idrico Integrato sia quella di minimizzare le perdite. Per ottenere questo puntiamo alla distrettualizzazione, all’ottimizzazione delle pressioni di esercizio, alla ricerca delle perdite occulte e alla riparazione tempestiva di quelle evidenti. Infine è importante il rinnovo delle condotte vetuste», conclude Astea.

Da circa un decennio, inoltre, Astea ha investito, a favore dei clienti finali, nell’erogazione dell’acqua distribuita grazie a dei “chioschi” che offrono servizi aggiuntivi come refrigerazione e gasatura con aggiunta di anidride carbonica.