Tarli nei “globi”, la biblioteca comunale di Osimo lancia un appello per il restauro

I due grandi e preziosi mappamondi, realizzati in carta dipinta e legno, montati su supporti girevoli, sono risalenti al 1695 e al 1744. Avviata una raccolta fondi

Il Globo celeste nella biblioteca comunale di Osimo

OSIMO – Tarli. E poi pulviscolo atmosferico, sollevamenti diffusi del colore, ossidazioni. Così è a rischio la salute dei due mappamondi della Biblioteca comunale, che rappresentano uno il Globo celeste, l’altro il Globo terrestre.

I due grandi e preziosi strumenti di studio scientifico realizzati in carta dipinta e legno, montati su supporti girevoli e risalenti rispettivamente al 1695 e al 1744, sono dal punto di vista storico «importantissimi poiché tramite essi si può dare un giudizio su quanto gli uomini di scienza del tempo hanno lasciato testimonianza iconografica in merito alle loro osservazioni, misurazioni e scoperte”, spiega in una nota l’ente.

Il loro stato di conservazione è stato giudicato molto grave dagli esperti e pertanto necessitano di un immediato, delicato e complesso restauro per salvarli dalla distruzione: intervento che, posto sotto l’egida della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, consiste nella loro disinfestazione, fermatura della pellicola pittorica, pulitura, stuccatura, incollaggi, integrazione pittorica delle lacune sulla policromia, e protezione delle sue parti cartacee e lignee con vernice specifica e cera microcristallina.

Il costo dell’intervento per i due beni patrimoniali è stato preventivato in 9.500 euro, dei quali sino ad ora ne sono stati reperiti soltanto 4.000.

La biblioteca comunale, per sostenere il restauro dei grandi globi, ha lanciato una campagna di raccolta fondi facendo appello a quanti hanno a cuore l’arte e la cultura.

Si rammenta che chi effettua erogazioni liberali in denaro per il sostegno della cultura potrà godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito di imposta.
La legge 29 luglio 2014, n. 106, nell’ambito delle “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo” all’Articolo 1 – “Art-bonus”, ha introdotto un credito d’imposta nella misura del 65%, da ripartire in 3 quote annuali di pari importo.

In relazione alla qualifica del soggetto che effettua le erogazioni liberali sono previsti limiti massimi differenziati di spettanza del credito d’imposta.
“In particolare:
• per le persone fisiche ed enti che non svolgono attività commerciale (dipendenti, pensionati, professionisti), il credito d’imposta è riconosciuto nel limite del 15% del reddito imponibile;
• per i soggetti titolari di reddito d’impresa (società e ditte individuali) ed enti non commerciali che esercitano anche attività commerciale il credito d’imposta è invece riconosciuto nel limite del 5 per mille dei ricavi annui”.

La Biblioteca comunale quale soggetto beneficiario dell’erogazione liberale provvederà a rendere conto pubblicamente, come per legge, dell’ammontare delle erogazioni liberali ricevute e del loro utilizzo effettuando comunicazione sul proprio sito istituzionale e sul portale www.artbonus.gov.it che si consiglia di consultare per più dettagliate informazioni sul funzionamento dei benefici fiscali.