Storie di donne dal Risorgimento a oggi: tanti eventi a Castelfidardo

Nell'ambito del progetto storico pluriennale “L’Italia chiamò”, sono stati organizzati più momenti di riflessione sul protagonismo rosa nelle vicende dell'800 Italiano e sulla violenza di genere

La rievocazione sulla vita delle donne nel risorgimento
La rievocazione

CASTELFIDARDO – Nell’ambito del progetto storico pluriennale “L’Italia chiamò”, Castelfidardo organizza un convegno per dare la giusta luce al protagonismo delle donne nelle vicende del Risorgimento italiano. Con il titolo “Le donne nel-del Risorgimento” si terrà sabato 9 novembre alle 1515 al Salone degli Stemmi della civica residenza. E’ organizzato da Fondazione Ferretti, Associazione Tr800, Italia nostra, Comune, Deputazione di Storia patria per le Marche, Pro loco Castelfidardo e con i patrocini di Assemblea legislativa Regione Marche, Commissione Pari opportunità, Consulta Pari opportunità e dei Musei del Risorgimento di Castelfidardo, Roma, Torino e Bologna. Un pomeriggio di studi che apre un nuovo capitolo di ricerche storiche del Museo risorgimentale della battaglia di Castelfidardo.

«Nonostante vari e importanti tentativi, il ruolo delle donne è sempre stato considerato subordinato agli uomini e la storiografia giunta fino ad oggi non valorizza sufficientemente le azioni delle singole eroine conosciute e sconosciute – dicono gli organizzatori -. Le donne, noncuranti della poca o nulla visibilità pubblica, non solo ebbero un ruolo rilevante ma furono numerose, di diverse estrazioni sociali e si dimostrarono volitive, tenaci, con loro idee e con una loro progettualità, impegnate direttamente nelle cospirazioni e anche nelle lotte e nei combattimenti veri e propri».

Si parlerà anche delle donne marchigiane che svolsero altresì un ruolo di animatrici nei salotti intellettuali e di diffusione delle idee risorgimentali, di accoglienza degli esuli, della realizzazione di scuole ed istituti professionali, di asili per gli orfani, di studi sui problemi sociali e del lavoro. Coordinati da Eugenio Paoloni, presidente della Fondazione Ferretti, i relatori saranno la dottoressa Mirtide Gavelli del Museo civico del Risorgimento di Bologna, la professoressa Patrizia Caporossi, filosofa e storica delle donne, la professoressa Lidia Pupilli, direttrice scientifica dell’associazione di Storia contemporanea, il professor Massimo Morroni, ricercatore storico, il professor Giuseppe Monsagrati, ordinario di Storia del Risorgimento all’Università Sapienza di Roma, Janula Malizia, ricercatrice dell’associazione Tr800, la professoressa Antonella Maggini dell’istituto comprensivo “Badaloni” di Recanati e la dottoressa Chiara Censi, ricercatrice e storica dell’arte. Il convegno è aperto a tutti.

In contemporanea la Consulta Pari opportunità del Comune, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre, promuove una campagna di sensibilizzazione sul valore della donna e contro la violenza di genere attraverso un fitto programma di convegni, incontri ed iniziative culturali aperte al pubblico. Per questo motivo, durante l’intero mese di novembre, rimarrà installato sulla facciata del Palazzo comunale appositamente illuminata di rosso uno striscione con su scritto “Fai la differenza! Grida no alla violenza”.

Venerdì 15 novembre alle 21 nella sala convegni di piazza Sant’Agostino, l’argomento viene sviscerato nelle due declinazioni: “Vittime e aggressori-storie di ordinaria violenza”. Intervengono la psicologa e criminologa di fama nazionale Margherita Carlini e Michele Poli, presidente e fondatore del “Centro Ascolto uomini maltrattanti” di Ferrara.
La serie di approfondimenti si chiuderà martedì 19 alle 21 nella sede dell’istituto “Meucci” dove, a conclusione del progetto che ha coinvolto gli studenti con letture e giochi di ruolo in un’ottica di prevenzione e informazione mirata a disconnetterli dal mondo virtuale e a collegarsi con quello reale, si riflette sul quesito “Stop violenza contro le donne – Cosa possiamo fare come genitori ed insegnanti per contrastare questo fenomeno”. Ad animare il dibattito la sociologa, saggista ed esperta Graziella Priulla.