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Osimo

Ospedale di Loreto, il consigliere Castagnani: «Tante ancora le criticità»

L'esponente di "Loreto libera" ha verificato di persona lo stato del nosocomio di comunità "Santa Casa": «Il malato deve rimanere al centro dell'attenzione di chi amministra un così delicato settore»

L'ospedale Santa Casa di Loreto
L'ospedale Santa Casa di Loreto

LORETO – Ancora criticità all’ospedale di Loreto. Il consigliere comunale di minoranza di “Loreto libera” Gianluca Castagnani prosegue nella sua azione di monitoraggio della situazione.
«Diverse problematiche vengono ancora riscontrate. Se i grandi ospedali hanno pronto soccorso e alcuni reparti congestionati, la riforma relativa alle cure intermedie qui non è completa. Nel caso del “Santa Casa” ad esempio, al secondo piano troviamo ancora la fisioterapia che doveva essere posizionata in maniera transitoria e dopo anni ancora si trova all’ultimo piano. Una cosa illogica che “ruberebbe” spazio agli ulteriori posti letto dedicati alle cure intermedie più gravi del cosiddetto “sistema della residenzialità” – afferma il consigliere -. La situazione di Radiologia poi, anche da riferimenti di pazienti che hanno effettuato esami, non è certo rose e fiori come la si vuol far apparire: i pavimenti nuovi si sono rigonfiati e alcune porte si chiuderebbero male. In alcuni punti vistose sono le “bolle” che possono anche essere pericolose per gli anziani. Le porte toccano su queste “bozze” nel pavimento. Doppio lavoro doppia spesa sullo stesso pavimento? Ci sono riscontri anche sul probabile malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione».

Altro discorso affrontato dal consigliere è quello relativo alla risonanza magnetica: «Inaugurata in pompa magna e decantata come apparecchiatura in grado di fare molti esami, ora, come ripeto da anni, si eseguono soltanto esami di rachide cervicale, dorsale, ginocchia e spalle. Non vengono invece eseguiti, perché verrebbero male (cioè con referti non così precisi come si dovrebbe), gli esami ad addome, gomiti, polsi, mani, caviglie, piedi. Inoltre il problema dell’impianto di climatizzazione, per evitare che i malati “boccheggino” per un’altra estate, non dà ancora segnali nonostante le promesse. Ribadisco che le necessità sono diverse se i locali sono destinati al personale sanitario e al magazzino delle medicine o agli anziani che invece hanno bisogno di ricircolo d’aria e di una climatizzazione più soft onde evitare che il rimedio sia peggio del male. Su tutto occorre vigilare continuamente perché al di là dei numeri, delle cifre, dei bilanci che rendicontano personale non sanitario come voci diverse dal costo del personale, il malato deve rimanere al centro dell’attenzione di chi amministra un così delicato settore».