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Osimo

Osimo, l’Università studia le grotte del Campana

Continua l’impegno dell’Istituto Campana per la salvaguardia delle grotte decorate sotto palazzo Campana: avviata la campagna di rilievi e l’acquisizione digitale dello straordinario complesso ipogeo

Le grotte del Campana
Alcuni bassorilievi che decorano le grotte Campana di Osimo

OSIMO – Prosegue il piano programmatico di interventi di studio, monitoraggio e valorizzazione delle grotte sotterranee di palazzo Campana a Osimo, raro esempio di corridoi scavati in arenaria interamente scolpite a bassorilievo, avviato dall’Istituto Campana per l’istruzione permanente di Osimo già dal 2016 per la salvaguardia degli spazi ipogei. Un mondo sotterraneo popolato di figure, allegorie e simboli, tanto affascinante quanto fragile, compromesso da un inesorabile processo di degrado dovuto a varie concause e difficilmente arrestabile, che sta comportando una progressiva disgregazione del materiale. Per questo motivo, dopo la recente conclusione dello studio e del monitoraggio delle condizioni ambientali e delle problematiche di natura termoigrometrica, affidato a una squadra guidata dal professor Marco D’Orazio del dipartimento di Ingegneria civile, edile e dell’architettura della Politecnica delle Marche, ora l’Istituto Campana ha attivato una convenzione con la stessa Università per la realizzazione di un programma di ricerca finalizzato ai rilievi integrati laser e fotogrammetrici dell’intero complesso con geoferenziazione esterna per la ricostruzione degli orientamenti assoluti rispetto al palazzo e al sistema urbano.

Venerdì scorso, 12 ottobre, sotto la direzione del professor Paolo Clini, il gruppo di ricerca della “Digital heritage” (sezione di architettura dell’Univpm), specializzato nella valorizzazione dei beni culturali attraverso l’utilizzo delle più innovative tecnologie, ha iniziato l’acquisizione dei dati che consentirà di ricostruire un perfetto fac simile digitale di queste incredibili grotte. Un’operazione fondamentale per lasciare una traccia indelebile nella memoria futura di quello che a oggi rimane del complesso decorativo, la cui lettura è già ampiamente compromessa, e per fornire strumenti di indagine finalizzati allo studio e alla ricerca scientifica. L’acquisizione dei dati è inoltre indispensabile per la ricostruzione dell’ambiente digitale e di un tour virtuale ad alta risoluzione che consentirà al pubblico di conoscere le grotte, attualmente chiuse al pubblico per garantirne la salvaguardia.