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Osimo

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Osimo, spostamento del poliambulatorio: la contrarietà del sindaco

Il futuro trasloco dal centro storico sta diventando un caso politico. Ecco le altre posizioni

Il poliambulatorio di Osimo

OSIMO – E’ scontro politico sul futuro del poliambulatorio osimano che dal centro storico sarà spostato a San Biagio. Il sindaco Simone Pugnaloni fa uscire allo scoperto la sua contrarietà. «Il vero uomo politico che ha voluto e pubblicizzato lo spostamento del Poliambulatorio a San Biagio è Latini. Perché è una scelta sbagliata? Per prima cosa perché la sede naturale futura doveva essere altro luogo pubblico di proprietà Asur, cioè il Ss. Benvenuto e Rocco post trasferimento all’Aspio, costo zero per la comunità. Ad oggi si poteva comunque inserire nel Pnrr la riqualificazione di altro luogo pubblico di proprietà Asur, l’ex dispensario al Foro Boario, e non c’è stata però la volontà politica. Il poliambulatorio in centro è baricentrico rispetto all’intero territorio di Osimo e rappresenta luogo nevralgico rispetto al volano economico del centro storico. A San Biagio, un cittadino di Casenuove diventa di serie B rispetto a quello di San Biagio stesso o Aspio. I locali prescelti sono adiacenti al fosso Offagna che nel 2006 esondò di brutto creando danni che ancora devono essere riparati a pieno agli interessati. La Regione che fa? Ci trasferisce servizi sanitari mettendoli potenzialmente a rischio di nuove esondazioni. Ma il privato prescelto chi è? Che benefici porterà alla città? Intanto secondo me si prefigura il danno erariale, pagare fitti milionari a privati quando ci sono luoghi pubblici da riqualificare. Il Comune pur non avendo competenze in merito spera che il Presidente Acquaroli ascolterà questa mia riflessione .

Michela Staffolani di Fratelli d’Italia invece afferma: «Molto bene l’accorpamento in un’unica struttura dei vari servizi, ne gioveranno gli utenti che potranno arrivare agli ambulatori più facilmente, avendo parcheggi più comodi ed assenza di barriere architettoniche; ne gioverà il personale medico ed amministrativo che potrà lavorare in una sede nuova e più confortevole. Certo, si presenta il problema dello spopolamento del Centro, ma qui anche l’amministrazione Comunale dovrà fare la sua parte per renderlo attrattivo, fruibile e di aggregazione sociale. I locali della diocesi potrebbero proprio essere utilizzati dal Comune per questo».

Il consigliere Achille Ginnetti di Progetto Osimo futura dice: «Possibile che non poteva essere individuata una sede più baricentrica dove trasferire tutti i servizi sanitari territoriali? Ad esempio in via Molino Mensa o altre zone limitrofe. In effetti la scelta di quell’immobile suscita più di una perplessità e molti interrogativi. Riguardo alla natura dei servizi erogati, con lo spostamento i cittadini trarranno degli indubbi benefici per alcuni di essi, ad esempio le vaccinazioni, i servizi di medicina legale, le visite Umee e Umea, mentre per altri sarebbe stato opportuno che rimanessero in città. Mi riferisco in particolare agli ambulatori degli specialisti (sempre meno e con orario ridotto) e alla fisioterapia. All’interno dello stabile del Ss. Benvenuto e Rocco sono già disponibili ampi locali che potevano essere utilizzati, ad esempio tutta l’ala dove erano gli uffici amministrativi nel lato di via Talleoni. È vero lo spostamento del poliambulatorio influisce in parte anche sul cosiddetto spopolamento del centro storico. Fin quando non si comprende che per rivitalizzare e valorizzare il centro storico bisogna mettere in campo delle politiche efficaci e lungimiranti e si continueranno a organizzare iniziative e eventi tipo “mordi e fuggi” la tendenza non potrà essere che quella di una progressiva perdita di appeal del nostro magnifico centro storico».

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