Dalle strade al museo, inaugurata a Osimo la mostra dedicata a Banksy

Il taglio del nastro questa sera, 29 marzo, a Osimo, dopo San Pietroburgo, Berlino, Milano e Firenze. L'esposizione delle opere del writer inglese, considerato uno dei maggiori esponenti della street art, è allestita a palazzo Campana dove sarà visitabile fino al 7 luglio

Il taglio del nastro della mostra dedicata a Banksy
Il taglio del nastro della mostra dedicata a Banksy

OSIMO – Ha tagliato il nastro questa sera, 29 marzo, a Osimo, dopo San Pietroburgo, Berlino, Milano e Firenze, la mostra su Banksy, writer inglese considerato uno dei maggiori esponenti della street art, la cui vera identità rimane ancora sconosciuta, un mistero che in realtà ha alimentato la sua fama. “From the street to the museum – Works of the artist known as Banksy”, dalle strade al museo è il titolo dell’esposizione dedicata al grande artista negli spazi di palazzo Campana in centro storico, dove sarà visitabile fino al 7 luglio. A Osimo è esposta una selezione delle migliori 30 opere, quelle che hanno decretato il successo planetario di un artista tra i più complessi e intuitivi di questo tempo. Prima dell’inaugurazione, l’introduzione dei curatori alla presenza delle autorità, seguita dall’incontro musicale con i solisti dell’Accademia arte lirica.

Presenti il sindaco Simone Pugnaloni e il vicesindaco e assessore alla Cultura Mauro Pellegrini e i collaboratori della mostra, Elisabetta Leonardi per la fondazione “Don Carlo Grillantini”, Matteo Biscarini, presidente dell’istituto Campana, Pietro Folena, presidente di “Metamorfosi” e Massimiliano Polacco, direttore della Confcommercio Marche centrali.

Gianluca Marziani e Stefano Antonelli, i due curatori. Il primo ha spiegato: «Un immaginario semplice il suo, confezionato per la comunicazione di massa, un nucleo di messaggi immediati che, affrontando i temi del capitalismo, della guerra e del controllo sociale, mette in scena le contraddizioni e i paradossi. Come fosse un Umberto Eco che ha scelto la strada al posto delle aule universitarie, somatizza le molteplici contraddizioni semantiche del nostro tempo. In un’epoca dove analogico e digitale convivono per ovvie ragioni, dove la tecnologia velocizza i tempi ma cambia i parametri vitali e la democrazia traballa in mille modi, in un mondo del genere ecco un autore che fa implodere i codici del narcisismo (la peggior patologia collettiva dei nostri giorni), restando invisibile ma lavorando su strade e luoghi pubblici, sgretolando con ironia i poteri forti, inventando icone urbane che somatizzano i nodi lampanti di questo millennio».

Antonelli ha aggiunto: «Sostiene Alvin Gouldner che libri e i giornali hanno favorito la nascita delle ideologie, di un discorso razionale sulle idee. Radio, tv e cinema invece hanno avviato il declino di questo discorso, trasportando lo spazio di elaborazione dal simbolismo concettuale del leggere al simbolismo iconico del guardare. In questa prospettiva Banksy avvia la sua produzione che sfrutta il potere persuasivo e pedagogico dell’immagine per attivare un pensiero critico e popolare».

Sindaco e vice hanno aggiunto: «Una mostra che porterà a Osimo alla ribalta nazionale grazie a questo grande artista. Il legame con Osimo c’è, i messaggi criptici e celati lasciati dall’uomo nelle grotte osimane sono coesi al graffitismo tipico dell’artista di Bristol. Il binomio cultura-turismo, che in cinque anni ha portato in città 70mila persone, vince ancora. Il progetto poi coinvolge anche le scuole. I ragazzini inonderanno di murales e colori il sottopasso del maxiparcheggio».

Originario di Bristol, Banksy rappresenta il più grande caso di popolarità per un artista vivente dai tempi di Andy Warhol. Tra il 2002 e il 2009 ha pubblicato 46 immagini su carta che vende tramite la sua “Print house” Prints on walls in commercial Rd di Londra. In mostra a Osimo ci sono le sue immagini più celebri, quelle che si sono guadagnate altissima popolarità attraverso la condivisione globale sui social media. Spicca tra le tante la serigrafia che raffigura una delle sue immagini più famose, quella della bambina con un palloncino rosso in mano (“Balloon girl”). L’esposizione è arricchita da un’infografica sulla cronologia dell’artista, ampie schede storiche sulle opere con documentazione fotografica, testi a muro con sue citazioni da libri, i “black books” originali, poster originali di sue mostre, banconote contraffatte, palloncini “I am an imbecile” usati a Dismaland e alcuni video. Partner etico la Lega del filo d’oro: per ogni biglietto venduto, 50 centesimi saranno devoluti all’associazione. Biglietto intero otto euro, ridotto sei. Con il biglietto della mostra si può visitare una delle grotte del sistema ipogeo a quattro euro. Per stanotte sono stati selezionati e invitati alcuni dei più creativi influencer marchigiani e non che creeranno un racconto visivo che invaderà i social media e il web con l’hashtag #emptyBanskyOsimo portando la città di Osimo e la mostra all’attenzione di decine di migliaia di persone in tutto il mondo. Pronto anche un contest che solo i visitatori potranno scoprire all’interno della mostra.