Osimo

Osimo, gattina viene adottata dopo essere scappata: la Polizia la restituisce ai proprietari

Gli agenti, guidati dal dottor Stefano Bortone, hanno preso a cuore la vicenda, intervenendo con i poteri conferiti dal Testo Unico delle Leggi di pubblica sicurezza per tentare di sanare il dissidio fra il gattile e il legittimo proprietario

La Polizia a Osimo
La Polizia a Osimo

OSIMO – Una famiglia italo-argentina, da qualche anno residente in una frazione di Osimo, ieri pomeriggio (12 agosto) ha potuto riabbracciare la sua gattina Minù di un anno, un bel esemplare di gatto a pelo grigio e occhi azzurri che si era allontanata da casa e di cui non si avevano più notizie dalla fine dello scorso mese di giugno. L’avevano cercata per giorni per le vie del paese e a mezzo annunci sui social, senza successo. Poi, a causa del covid, che aveva costretto tutta la famiglia a casa, avevano dovuto interrompere le ricerche, riprese proprio qualche giorno fa. Il capo famiglia, nonostante fosse oramai sfiduciato di poter ritrovare l’adorata gattina ancora viva, ha provato a sentire i gattili del territorio mostrando le foto di Minù, ed proprio in una di queste strutture, che con amore si prendono cura dei gatti randagi, che ha appreso con grande gioia che la sua gatta era stata trovata circa venti giorni prima in zona maxiparcheggio di Osimo. Il bel finale di questa vicenda però non c’è stato, o almeno non c’è stato nella immediatezza, perché la gattina, senza microchip, ritenuta in stato di abbandono, proprio il giorno precedente era stata data in adozione ad una giovane osimana.

La consegna del gatto

G.M.A., il capofamiglia, ha provato a reclamarla, ma senza successo. Per la privacy, non gli è stato possibile conoscere i dati della persona che si stava prendendo cura di Minù, per contattarla e chiederle di riavere l’animale. Non si è dato per vinto e dopo aver sentito vari Uffici pubblici, dichiaratisi incompetenti per la vicenda, ha deciso di chiedere aiuto al Commissariato di Polizia di Stato di Osimo. Gli agenti, guidati dal dottor Stefano Bortone, hanno preso a cuore la vicenda, intervenendo, con i poteri conferiti dall’articolo 1 del Testo Unico delle Leggi di pubblica sicurezza, per tentare di sanare il dissidio che si era creato fra il gattile, i cui operatori ritenevano di aver agito secondo le norme che regolamentano l’adozione dei gatti randagi non microchippati, e G.M.A., che con foto e i documenti veterinari, poteva dimostrare che la gatta randagia ritrovata era proprio la sua. Una mediazione lunga e faticosa quella dei poliziotti, che sono riusciti a mettere d’accordo le parti ed evitare le vie legali: Minù è ritornata a casa e i padroni si sono adoperati immediatamente per mettere in sicurezza, con una rete, la ringhiera del balcone della loro abitazione, da dove la gattina era scappata.

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