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Osimo

Osimo, pioggia di fondi dal Ministero per il centro storico

E' un progetto complessivo che mette a sistema un insieme di interventi su immobili e spazi pubblici, inserendo la riconversione della ex scuola elementare Bruno da Osimo di via Santa Lucia

Il rendering del progetto
Il rendering del progetto

OSIMO – Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso pubblica la graduatoria degli enti che hanno partecipato al bando Pinqua (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare) ed Osimo rientra tra quelli ammessi a finanziamento. Il Comune di Osimo è infatti arrivato 68esimo su 270 proposte e al momento ne sarebbero finanziate 178. L’amministrazione Pugnaloni ha partecipato in forma congiunta con i Comuni di Cagli, Monsampolo del Tronto, Montelupone, Muccia, Palmiano, Petriano, Sassoferrato e Visso, assieme ad Erap e con la Regione Marche in qualità di soggetto proponente e aggregatore di strategie.

Il progetto

Il progetto prevede nove interventi pilota in nove Comuni di piccole-medie dimensioni che hanno rispettato tre requisiti fondamentali per l’obiettivo strategico di ri-abitare i centri storici: assicurare maggiori livelli di sicurezza riducendo la vulnerabilità dei tessuti insediativi, potenziare l’offerta dei servizi all’interno dei centri storici promuovendo forme innovative di recupero del patrimonio edilizio pubblico esistente, infine garantire adeguati livelli di accessibilità rinsaldando il legame con i tessuti e le funzioni del centro storico potenziando il disegno dello spazio urbano e l’abbattimento di barriere architettoniche.

Il fondo

Al progetto presentato mediante la Regione, con Osimo capofila, è stato assegnato un fondo di 15 milioni di euro così suddivisi: Comune di Osimo quattro milioni e 200mila euro, Cagli un milione e 500mila, Monsampolo del Tronto un milione e 400mila, Montelupone tre milioni e 300mila, Muccia un milione e 300mila, Palmiano 950mila, Petriano, Sassoferrato e Visso un milione e 200mila.

Osimo

Su Osimo è denominato “Ri-abitare un centro accessibile ed inclusivo – residenze protette, disabilità e superamento delle barriere architettoniche”. Si tratta di un progetto complessivo che mette a sistema un insieme di interventi su immobili e spazi pubblici, inserendo la riconversione della ex scuola elementare Bruno da Osimo di via Santa Lucia da destinare assieme da Erap ad alloggi di edilizia popolare e nuova sezione di scuola media, come elemento cardine su cui basare l’intera proposta, che possa avviare ed attivare un importante processo di rigenerazione urbana della zona di San Marco. Arrivando così a prefigurare anche la riqualificazione dell’area dell’ex Foro Boario attraverso la realizzazione di un spazio pubblico lineare ed attrezzato e un disegno di suolo con vocazione pedonale che migliori la sicurezza e l’accessibilità al centro storico (ascensori su via Cinque Torri e via Fonte Magna), rifunzionalizzando anche un’altra area strategica del quartiere (sistemazione porta d’accesso Tre Archi) fino a portare a compimento il progetto di riqualificazione delle quattro Fonti storiche. La quota complessiva di quattro milioni e 200mila euro è già suddivisa in interventi specifici che potranno subire aggiustamenti e modifiche nella seconda fase a seguito della maggiore definizione progettuale: in sostanza tre milioni e 700mila euro per gli interventi su edifici da rigenerare e 500mila euro per interventi sugli spazi pubblici.

L’intervento del sindaco

«L’ordine di priorità degli interventi è migliorare l’accessibilità con gli ascensori su via Cinque torri zona ospedale e via Fonte Magna zona ex macelli, poi la riqualificazione quartiere San Marco, Foro Boario, Tre Archi e parco delle fonti – dice il sindaco Simone Pugnaloni -. Con il decreto di approvazione della graduatoria verrà concessa l’assegnazione di un finanziamento per la progettazione definitiva pari al cinque per cento dell’importo complessivo della proposta. La presentazione della progettazione definitiva e della documentazione della seconda fase deve essere trasmessa entro 240 giorni dal decreto. In questo senso si renderanno necessari un protocollo d’intesa tra i nove Comuni ed un accordo di programma con il Mit».