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Osimo

Osimo, la città accoglie il “PopUp festival” per la mostra di Haring

Presentato stamattina, 17 luglio, il PopUp festival 2020 nei locali del mercato coperto di Osimo, un laboratorio di arte urbana collegato alla mostra di arte contemporanea dedicata a Keith Haring le cui opere saranno ospitate a palazzo Campana dal 23 luglio

Gli artisti, i membri del Festival e la giunta comunale oggi al mercato coperto (in alto l'opera di Twoone)
Gli artisti, i membri del Festival e la giunta comunale oggi al mercato coperto (in alto l'opera di Twoone)

OSIMO – In un periodo storico difficile come questo, di ripresa, in cui è in corso una riscoperta degli spazi, riappropriarsene attraverso l’arte urbana diventa importante. Così Osimo si tramuta nella città dell’arte urbana grazie alle opere murali degli artisti internazionali invitati da PopUp festival e la mostra di Keith Haring: il Festival diventa l’estensione per le strade, le piazze, gli edifici pubblici osimani, della mostra “Made in New York” sul grande street artist, a cura di Gianluca Marziani, organizzata dal Comune di Osimo negli spazi espositivi di palazzo Campana che inaugurerà il 23 luglio alle 17.30 e rimarrà aperta fino al 10 gennaio 2021.

Un percorso che ha visto, l’anno scorso, un primo intervento di arte murale nel tessuto urbano curato da PopUp Studio: “New Dawn, New Day, New Life”, il wallpainting dell’artista giapponese Twoone, capace di imporre il mercato coperto di Osimo all’attenzione internazionale.

La conferenza di stamattina

Proprio in quel mercato oggi, 17 luglio, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del festival coordinato da Monica Caputo.

La città cambierà veste perché dal 21 luglio al 21 settembre gli artisti internazionali Agostino Iacurci, Broken Fingaz, Giorgio Bartocci e Allegra Corbo ridisegneranno alcuni spazi. Alcuni di loro erano presenti oggi. Ad inaugurare PopUp festival è Bartocci che racconta nelle sue opere la complessità liquida del nostro tempo e che dal 20 al 30 luglio realizzerà un monumentale wallpainting sulle quattro facciate di un capannone lungo la statale 16 all’altezza del Decathlon. Bartocci utilizza sul capannone tinte metallizzate fornite da Caparol, grazie alle quali l’edificio muta aspetto nell’arco delle 24 ore come fosse un organismo vivente. Titolo dell’opera “Self protection – Architettura liquida nr.10”.

Dal primo al 10 agosto seguirà l’intervento pittorico di Corbo che ha coinvolto gli anziani della casa di riposo Bambozzi a fornire spunti per il restyling del loro spazio quotidiano. I disegni degli anziani hanno dato ad Allegra Corbo l’ispirazione per una pittura murale intitolata “La prima molecola” che cambierà pelle alle pareti della sala ricreativa della struttura. L’opera si realizzerà con la collaborazione della Fondazione Bambozzi.

In attesa della conferma delle date del loro arrivo in Italia, ancora incerte a causa delle restrizioni anti Covid, il collettivo israeliano dei Broken Fingaz sarà virtualmente presente al PopUp con la gigantografia di una loro opera montata dal 1 agosto al 21 settembre sull’impalcatura del cantiere dell’ex Cinema Concerto di Osimo. Li aspettiamo in agosto con il loro immaginario pop, globale e psichedelico, per il restyling artistico della hall dell’impianto di risalita che collega il centro storico di Osimo.

Dal 7 al 21 settembre Iacurci sarà protagonista di una grande opera pittorica all’interno del mercato pubblico, accanto a quella creata nel 2019 dal giapponese Twoone. Iacurci intende valorizzare le forme dell’architettura esistente e lavorerà sul soffitto a cassettoni come si faceva nel Rinascimento, attraverso segni, pattern e colori che si riferiscono alla frutta, alla verdura e alle cassette che li contengono; un omaggio al mondo popolare e contadino.

Dal primo agosto al 21 settembre PopUp apre una street gallery in pieno centro: oltre 60 bacheche in ferro battuto sono messe a disposizione dalle associazioni della città per accogliere le opere che vari artisti italiani, già ospiti delle passate edizioni di PopUp oltre a nuovi protagonisti, realizzeranno per raccontare visioni, emozioni, ribellioni, soluzioni che questi mesi di quarantena hanno suggerito. Una galleria urbana, realizzata in collaborazione con Photocrom, che renderà ancora più vivace la città e che tutti i cittadini potranno ammirare per strada. Una sorta di “manifesto”, dopo il lockdown, come catalizzatore di apertura culturale.

Ad organizzare l’evento, in coprogettazione e con il sostegno del Comune di Osimo e il cofinanziamento della Regione Marche, è l’impresa creativa PopUp studio che dal 2008 con il suo PopUp festival ha realizzato oltre cinquanta interventi di arte urbana nelle Marche e, soprattutto, ha dato forma culturale a luoghi che non ne avevano (come il porto di Ancona o le stazioni semiabbandonate della provincia marchigiana).

«Il Comune di Osimo rinnova il suo interesse per l’arte urbana e le sue potenzialità rigenerative, attrattive e turistiche, e punta a far vivere il centro storico attraverso i linguaggi artistici più contemporanei – ha detto l’assessore alla Cultura Mauro Pellegrini -. Dopo la mostra di grande successo del 2019 dedicata a Bansky, il più noto street artist mondiale, anche quest’anno palazzo Campana ospiterà un artista iconico come Keith Haring che ha inventato un nuovo codice artistico a metà strada tra pubblicità e cultura pop. Osimo prende spunto da questi artisti per ricreare una città laboratorio che investendo nella contemporaneità possa lasciare un segno anche nel futuro così come hanno fatto in passato gli artisti e gli architetti che nei secoli l’hanno disegnata».

«L’amministrazione comunale in questi anni ha investito molto in eventi culturali di ampio respiro internazionale. Il linguaggio dell’arte contemporanea rappresenta un valore aggiunto di grande impatto sociale per riflettere su temi di attualità, per questo siamo particolarmente felici di ospitare il PopUp festival e i suoi artisti di chiara fama», ha aggiunto il sindaco Simone Pugnaloni.

Annalisa Filonzi, curatrice e critica d’arte indipendente: «PopUp nel 2020 ridà un’anima contemporanea alla città di Osimo che accoglie e condivide la sua visione più attuale dell’arte: far riapparire quel reale quotidiano, scomparso o sconosciuto, trasformandone la percezione e il significato, dando corpo e spirito a un nuovo modo di essere».