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Osimo

Osimo celebra la Liberazione con l’apertura del Museo della banda

Il museo è diviso in due saloni per il centenario, dall’Ottocento al Novecento e poi dal Novecento ai giorni nostri. Un gioiello tanto caro agli osimani

La banda di Osimo
La banda di Osimo

OSIMO – Celebrerà in grande quest’anno la festa della Repubblica il 2 giugno la città di Osimo. Alle 18 giovedì nell’atrio del palazzo comunale ci sarà il concerto della Banda Città di Osimo “Made in Italy”, musiche di Modugno, Nomadi, Dalla e Battiato. Dirigerà il maestro Marco Guarnieri. Alle 19.15 è prevista l’inaugurazione del Museo della banda nella sede di via Bondimane, un evento davvero tanto atteso e posticipato più volte a causa della pandemia.

Il museo

Il presidente della banda musicale Città di Osimo Giuliano Virgini spiega: «Il museo nasce da un progetto del 2020, prima dell’arrivo del Covid, quando dovevamo festeggiare il bicentenario della fondazione del corpo bandistico. Con l’emergenza pandemica però è stato annullato tutto e siamo arrivati a oggi. Il museo raccoglie tutta la storia e i reperti che sono conservati, ci sono alcune divise, strumenti musicali datati, stampe, libretti per suonare, spartiti, manoscritti, alcuni manifesti, il pulpito del maestro, e tutto quello che era l’arredamento e il materiale a disposizione dei musicisti. Il museo è diviso in due saloni per centenario, dall’Ottocento al Novecento e poi dal Novecento ai giorni nostri. Non è grandissimo ma è un gioiello, è fornitissimo di materiale. La nostra curatrice è Giulia Morroni, autrice del libro sulla storia della banda. La banda copre la funzione dell’intrattenimento popolare nelle commemorazioni, sfilate, marce e quant’altro, quindi è una forma di cultura dilettantistica. Ci siamo accorti che potevamo esprimere tutto questo non soltanto attraverso i suoni e la musica ma anche con la fruizione e la visione di oggetti. Vogliamo proporre in questi tempi moderni e multimediali quello che era stato il percorso che i cittadini comuni intraprendevano per approcciarsi all’arte». Anche durante la pandemia la banda non si è fermata, durante i momenti di apertura a luglio e agosto si è esibita, sempre nel rispetto delle norme anti contagio. Non si poteva sfilare, si doveva suonare da fermi, bisognava mantenere le distanze con grandi problemi per i musicisti di strumenti a fiato. Il periodo estivo è stato comunque pieno di eventi, continuati poi con la patrona Santa Cecilia a novembre e il concerto di fine anno per mantenersi vivi.