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Osimo, caso Mazzocchini: il Comune condannato a pagare il risarcimento

Dopo 18 anni la Corte d’appello di Perugia ha presentato il conto alla città sul licenziamento dell’ex dipendente comunale da ingegnere capo: si superano i 300 mila euro. Ecco la vicenda e l'opinione della politica locale

Il Comune di Osimo
Il Comune di Osimo

OSIMO – 450mila euro è il costo totale che deve essere sborsato per il caso Mazzocchini a Osimo. È arrivata la sentenza definitiva di una vicenda vecchia di anni, che riguarda il licenziamento appunto dell’ex ingegnere capo del Comune, oggi in pensione, Franco Mazzocchini.

Dopo 18 anni la Corte d’appello di Perugia – sezione Lavoro, cui la Suprema Corte aveva inviato gli atti – ha presentato il conto alla città sul licenziamento dell’ex dipendente. Nel 2014 la Cassazione aveva riconosciuto come “illegittimo e ingiustificato” il licenziamento dell’osimano deciso nel 2002 dall’allora amministrazione Latini. Non poteva essere reintegrato però perché nel frattempo era andato in pensione. I giudici umbri hanno ricalcolato quanto spetta a Mazzocchini da quell’anno.

Il gruppo di maggioranza del Pd commenta: «I cittadini osimani pagano a caro prezzo gli errori del passato. Facciamo un piccolo riassunto di quanto ci è costato quel provvedimento illegittimo. Già un anno fa il Pd Osimo aveva presentato un’interrogazione in Consiglio comunale per fare piena luce sulla vicenda. Aggiorniamo ora i calcoli alla luce dell’ultima sentenza che condanna il Comune di Osimo al pagamento delle spese processuali. 108mila e 966 euro di risarcimento danni già pagati, 146mila e 459 euro di risarcimento ancora da erogare, 34mila e 857 stimati di contributi previdenziali, 12mila e 449 stimati di Irap, 71mila e 531 euro di rimborso spese legali della controparte e 54mila e 156 euro più Iva.

Tutti soldi degli osimani che potevano essere spesi diversamente per servizi al cittadino, nel sociale, sport, cultura, manutenzione e sicurezza del territorio. La parte lesa quindi, oltre all’ingegner Mazzocchini, è costituita da tutti i cittadini di Osimo che subiscono un evidente danno patrimoniale da questa vicenda».

Il sindaco Simone Pugnaloni aggiunge: «Gli osimani invece di veder investiste le proprie risorse in favore del sociale e dello sviluppo economico della città per colpa delle Liste civiche (prima al governo della città) pagano centinaia di migliaia di euro per il licenziamento dell’ingegner Mazzocchini da funzionario capo dell’ufficio tecnico del Comune di Osimo. Il saldo da versare che si aggiunge a quanto già anticipato è circa 200mila euro, spese legali comprese. La speranza è che chi allora ha procurato il danno economico alle casse comunali sia oggi pronto a rifondere».

Il commento di Maria Grazia Mariani di Fratelli d’Italia e ex consigliere comunale: «Nel 2002 l’ingegnere capo del Comune di Osimo veniva licenziato. Sono trascorsi 18 anni ed oggi apprendiamo la definizione di tutta la vicenda giudiziaria con la quale i giudici, quantificando esattamente la somma da corrispondere, hanno confermato che l’ingegnere non poteva essere mandato a casa. Non voglio pensare al dramma vissuto in tutti questi anni dal lavoratore per l’ingiustizia ed il conseguente danno all’immagine subiti con una carriera distrutta che mai potrà essere ripagata. Analizziamo però i costi. Me ne ero occupata già in Consiglio comunale. La prima sentenza risale al 2004 quando il sindaco Pugnaloni era assessore al bilancio con l’amministrazione Latini. Sono stati già pagati almeno 200mila euro a cui si aggiungono quelli liquidati con l’ultima sentenza. Pugnaloni ed il Pd non hanno mai voluto riconoscere il debito fuori bilancio, come la norma imporrebbe, perché sanno che in tal caso sono costretti ad inviare tutto alla Corte dei Conti così nessun giudice indagherà su eventuali responsabilità erariali con la logica conseguenza che quegli esborsi rimarranno esclusivamente a carico delle tasche degli osimani».