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Osimo

Osimo, il Covid non ferma l’attività amministrativa: ecco i numeri del 2021 e i progetti di rigenerazione urbana

A illustrarli ad anno nuovo sono il presidente del Consiglio comunale Giorgio Campanari e l’assessore all’Urbanistica e al Patrimonio Annalisa Pagliarecci

Il Consiglio in videoconferenza
Il Consiglio comunale di Osimo in videoconferenza

OSIMO – È stato un anno difficile per la pandemia a livello amministrativo, in cui il Consiglio comunale a Osimo è entrato di nuovo nelle case degli osimani in videoconferenza. Undici sono state le sedute, 44 le delibere, 20 gli atti politici e 127 le votazioni. 15 su 25 consiglieri sono stati sempre presenti. «Ringrazio tutti perché siamo riusciti ad arrivare alla fine senza intoppi – ha detto il presidente del Consiglio comunale Giorgio Campanari -. Finalmente dopo tanti anni metteremo mano al parlamento cittadino con un restyling della sala consiliare che ci permetterà di poter fruire nuovamente della sala stessa. Attiveremo la modalità di partecipazione ibrida, in presenza con green pass o ancora online, speriamo già da fine mese». Per quanto riguarda le presenze appunto, non ne hanno mancata una per la maggioranza il sindaco Simone Pugnaloni, Campanari e i consiglieri Frida Paolella, Eliana Flamini, Diego Gallina Fiorini, Matteo Canapa, Massimo Luna e Gabriele Pierini (subentrato a Luna), Filippo Invernizzi, Renata Maggiori, Michele Feliciani, Giorgio Brandoni, Filippo Rossi. Per quanto riguarda la minoranza Monica Bordoni delle Liste civiche, Caterina Donia del Movimento cinque stelle, Achille Ginnetti per Progetto Osimo futura e Alberto Maria Alessandrini Passarini della Lega. Osimo si sta dotando poi di un nuovo strumento di partecipazione popolare, il consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi: 16 i ragazzi già eletti con il minisindaco appena individuato. Tutti progetti che Campanari ha tenuto a esporre e che non saranno i soli a partire.

La rigenerazione urbana dell’assessore Pagliarecci

Rigenerazione urbana invece tramite il consumo zero del suolo e il recupero del patrimonio esistente, eliminazione delle barriere architettoniche e restyling del centro, sono gli obiettivi di mandato dell’assessore all’Urbanistica e al Patrimonio Annalisa Pagliarecci. «Abbiamo modificato il regolamento comunale per l’incidenza degli oneri di urbanizzazione e ciò ha permesso di dare uno sprint al settore edilizio con una scontistica al 50 per cento prevista per chi ristruttura un immobile apportando l’abbattimento delle barriere architettoniche, al 90 per chi acquista una casa colonica in area agricola e al 100 per il cambio di destinazione d’uso – dice -. Abbiamo resi gratuiti i cambi di destinazione d’uso che non apportano un aumento del carico urbanistico per incentivare i cittadini che vogliono fare interventi di riqualificazione di immobili già esistenti». Il Comune sta poi lavorando alla revisione del prg per il superamento delle problematiche del passato: «Per questo collaboriamo con l’Università Politecnica delle Marche. Abbiamo iniziato da un volo perché il nostro Comune aveva una cartografia del 1999 e cominciato lo studio del territorio coinvolgendo la cittadinanza con un calendario di attività che si chiama “Arcipelago dei contesti”. Grazie al team dell’Ufficio urbanistica il Comune è andato sul territorio per ascoltare le problematiche. Adesso c’è la fase dello studio e nel nuovo Prg inseriremo il Peba, il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche».

Il municipio ha poi partecipato al bando ministeriale Pinqua e portato a casa quattro milioni di euro che permetteranno di riabitare il centro: «Partiamo dall’ex scuola Bruno da Osimo che diventerà sede di alloggi di edilizia popolare (in collaborazione con l’Erap) e di due sezioni della scuola media, poi sarà valorizzato il San Marco fino ai Tre Archi e al Foro Boario e saranno realizzati due ascensori in via Fonte Magna e via Cinque Torri per migliorare sicurezza e accessibilità al centro». L’Amministrazione sta investendo importanti risorse per il lavoro di dematerializzazione e digitalizzazione degli archivi cartacei delle pratiche edilizie; ad oggi è già stata terminata la prima fase del lavoro, nella quale sono stati digitalizzati tutti i certificati d’agibilità, dei condoni edilizi e la documentazione di oltre dieci anni di concessioni edilizie per un investimento di oltre centomila euro.