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Osimo

Osimo, all’asta l’immobile del museo del Covo: ne sarà realizzato uno più grande

Un'asta pubblica per la vendita dell'immobile adibito a museo a Campocavallo, gestito dall’Associazione marchigiana ricerche e studi sulle tradizioni popolari. Dove andranno a finire i manufatti? Ecco il progetto

Il covo

OSIMO – Osimo ha affisso un avviso d’asta pubblica per la vendita dell’immobile di proprietà comunale adibito a museo del Covo a Campocavallo, in via Bachelet, gestito dall’Associazione marchigiana ricerche e studi sulle tradizioni popolari. È proprio oggi, 7 giugno, il giorno clou in cui ha luogo l’asta appunto. Il prezzo base è pari a 220mila euro.

Ma dove andranno a finire le opere e i cimeli che si trovano esposti in quella piccola area? Il progetto dell’amministrazione comunale era stato portato in Consiglio comunale l’anno scorso nell’ambito del Piano triennale degli investimenti. L’idea è quella di aprire un nuovo museo dedicato alla Festa del Covo e alla civiltà contadina, più grande, più in vista. L’investimento è finanziato dalla Regione Marche per un contributo di 500mila euro, in aggiunta ad un contributo di 50mila da parte del Comune tramite alienazioni.

Un nuovo museo del Covo

L’esigenza di un nuovo museo nasce dalla necessità di esporre in maniera adeguata i tanti carri realizzati negli anni per la Festa del Covo, che ad oggi sono in parte in un magazzino, ed in parte in un locale al centro commerciale Il Covo di Campocavallo. «L’occasione è quindi importante per dare luce ad una grande tradizione osimana, raccontando la civiltà contadina che tanto ha da raccontare nelle nostre terre della Valmusone», dice il gruppo di maggioranza Energia nuova.

Le origini del Covo

La storia della festa del Covo parte il 13 agosto 1939. L’idea fu concepita da Clemente Ciavattini, un anziano contadino di Campocavallo, che decise di dar vita al progetto con l’aiuto dei suoi figli per realizzare nella sua casa colonica il primo covo, che rappresentò la Corona dell’Incoronazione, già posta nel santuario di Campocavallo dove si venerava la Beata Vergine addolorata dal 1892. Da quell’anno in poi la festa si sempre più evoluta riproducendo santuari di tutto il mondo. Anni fa il sindaco Simone Pugnaloni ha stretto la mano commosso a papa Francesco accanto alla delegazione dei maestri osimani del covo con in mano il cuore della città.