Musica e archeologia. Così Osimo fa girare la cultura

Dal rapporto tra la città e Vittorio Sgarbi a quello con le opere salvate dal sisma. Il vicesindaco e assessore alla Cultura Mauro Pellegrini traccia un bilancio e svela i progetti futuri

Il vicesindaco e assessore alla Cultura di Osimo Mauro Pellegrini

OSIMO – Osimo e cultura, un binomio inscindibile. Abbiamo chiacchierato con il vicesindaco e assessore alla Cultura Mauro Pellegrini per tracciare un bilancio delle scorse stagioni e scorgere gli obiettivi futuri.

Quali sono state le attività di punta dell’assessorato nell’ultimo anno?

«Un posto di rilievo merita certamente la mostra “Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi” che ha registrato i 43mila e 500 visitatori, con una ricaduta molto forte sia sul piano della visibilità dei media nazionali che sul sistema turistico della città. Parimenti però voglio sottolineare il grande sforzo organizzativo per la realizzazione della mostra “Capolavori Sibillini. L’arte dei luoghi feriti dal sisma”: inaugurata lo scorso 19 febbraio, alla presenza del ministro Dario Francheschini, per ora ha registrato circa seimila visitatori.

Per quanto riguarda il teatro, per il terzo anno consecutivo la stagione di prosa ha registrato una crescita di incassi e di pubblico: a fronte di mille e 807 spettatori nella stagione 2013-14, si è passati a duemila e 40 in quella 2014-15, duemila e 331 in quella 2015-16 e duemila e 386 nell’ultima stagione 2016-17. Un significativo investimento in questi ultimi anni è stato rivolto inoltre al teatro per i ragazzi: si è realizzata un’offerta culturale di circa 20 rappresentazioni annuali che si è articolata in una stagione pomeridiana nel periodo invernale, una serale in estate e una interamente dedicata alle scuole. Per il terzo anno consecutivo il teatro “La nuova fenice” ospita la stagione sinfonica dell’Orchestra filarmonica marchigiana che vede la collaborazione della nostra preziosa Accademia d’Arte Lirica e della Nuova coppa pianisti».

Quali sono i progetti futuri per tenere alto il valore della cultura in città?

«Ci sono altri due appuntamenti con la musica che la città ospiterà a settembre: oltre al tradizionale e prestigioso Concorso pianistico internazionale, si svolgerà subito dopo, dal 5 al 9 settembre, e in stretta collaborazione con il festival internazionale di Castelfidardo, la 70esima Coppa del mondo della fisarmonica».

Capitolo cultura, quali novità dopo la scoperta dei reperti sotto il loggiato?

«Dopo un lungo confronto con i tecnici della Soprintendenza, finalmente è stato approvato il progetto definitivo per la copertura parziale del pavimento del loggiato in vetro. L’inizio dei lavori è imminente e la statua di Plotina, attualmente visitabile nella sezione archeologica a palazzo Campana, sarà collocata in una teca di vetro all’interno del loggiato. Questo progetto andrà a rafforzare l’offerta turistica e culturale che concerne la “Osimo romana”: in questo contesto si inquadra il forte rilancio dell’area archeologica di Monte Torto e gli imminenti lavori (già autorizzati dalla Soprintendenza) per fruire al meglio del percorso che conduce a Fonte Magna. Per connetterla con le grotte e il sistema ipogeo della città, è in programma un intervento di restauro di una piccola porzione della cisterna romana sepolta sotto piazza Boccolino».

L’assessore Pellegrini con a statua di Plotina

Cosa “manca” a una città come Osimo, cosa andrebbe potenziato?

«La nostra città ha bisogno di allargare e ripensare gli spazi e i servizi della biblioteca: nei prossimi anni penso che il tema sia ineludibile. Un altro punto dolente è la completa assurdità del sistema museale della città: musei piccoli, spesso chiusi, gestioni frammentate, insomma tutto da rifare. Occorre che l’Amministrazione comunale, la Diocesi e l’Istituto Campana si facciano carico di affrontare insieme questo problema.

Credo che dal successo delle mostre che si sono svolte in questi ultimi anni nella nostra città qualche insegnamento vada tratto. Serve una sede stabile “attrezzata” che da un lato custodisca in maniera permanente i tesori della città, siano essi del Comune o della Diocesi, dall’altro sia in grado di ospitare grandi mostre temporanee. E’ una mia opinione ma sono assolutamente convinto che queste infrastrutture culturali, che richiedono una cooperazione tra diversi enti, possano segnare la differenza e mettere a regime un’offerta culturale e turistica che riesca a calamitare sulla città numeri importanti».