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Osimo

Morto nel rogo a Filottrano, l’autopsia svela un malore da monossido

L'esame autoptico ha escluso ipotesi di reato delittuoso. Una tragica fatalità sarebbe dunque alla base del decesso di Maurizio Bertini

L'obitorio di Torrette

FILOTTRANO – Una tragica fatalità sarebbe alla base del decesso di Maurizio Bertini, il 60enne trovato senza vita, semi carbonizzato, su un rogo di sterpaglie il 13 gennaio scorso nel terreno di sua proprietà, in via Villa Santa Maria a Filottrano. L’esito dell’autopsia, disposta dal Pm Ernesto Napolillo della Procura di Ancona ed effettuata venerdì scorso dal medico legale dottor Francesco Paolo Busardò (professore associato di Medicina legale e Tossicologia forense alla Politecnica delle Marche) presso l’obitorio di Torrette, ha evidenziato che il decesso non è riconducibile a ipotesi di reato in quanto dall’esame non sono emerse lesioni.

L’ipotesi dunque è di un malore che abbia causato la caduta di Bertini sul rogo di sterpaglie, da cui non è più riuscito a rialzarsi, investito dalle fiamme alimentate anche dal vento. Malore causato, verosimilmente, dall’inalazione di monossido di carbonio che, intossicandolo, ha provocato l’arresto cardiocircolatorio.

Il Pm ha dunque concesso il nullaosta per la sepoltura restituendo la salma alla famiglia. I funerali, curati dalle onoranze funebri Bottegoni di Filottrano, saranno celebrati oggi pomeriggio alle ore 15 nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Montoro. Bertini lascia nel dolore il fratello, la cognata, il nipote e i parenti.