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Osimo

Allagamenti, sindaco e tecnici in sopralluogo a Osimo Stazione

Serve una soluzione definitiva al problema che da quaranta anni preoccupa e danneggia chi abita e lavora nella più grande frazione della città. Passi avanti sono stati fatti, ecco in che settore

OSIMO – È stato in sopralluogo a Osimo Stazione stamattina, 23 luglio, lungo la statale 16 e il centro abitato, il sindaco Simone Pugnaloni accompagnato dai tecnici comunali per trovare una soluzione definitiva al problema degli allagamenti che, da quarant’anni, preoccupano e danneggiano chi ci abita e ci lavora.

«L’impegno di tutti noi è lavorare per dare tranquillità a questi cittadini, risolvere definitivamente il problema e fare in modo che non accada mai più. Primo passo lo studio idraulico della zona e una videoispezione delle fognature», ha detto il presidente del Consiglio comunale Giorgio Campanari presente al giro per la frazione più grande di Osimo.

L’impegno contro gli allagamenti è stato espresso anche durante il Consiglio di quartiere di giovedì scorso, 18 luglio, durante il quale è stato dato l’annuncio che il 22 settembre il Comune si impegnerà ad organizzare “Due passi all’aria”, no smog nella frazione, iniziativa sospesa prima per il ponte crollato e poi per i lavori alla ferrovia.

«È stato un evento che ha lanciato un segnale da cogliere tempestivamente: occorre una manutenzione ordinaria dei fossi e del sistema fognario per evitare conseguenze come quelle della pesante alluvione del 2006 – aggiunge Marco Tiranti, presidente Cna della zona Sud di Ancona, chiedendo di puntare l’attenzione anche alla vallata del Musone -. Dal 2006 a oggi sono stati fatti passi avanti in quanto a prevenzione, con le vasche di espansione e gli investimenti che necessari per mettere in sicurezza l’Aspio e alcuni rivi. Notiamo un ritardo però per quanto riguarda l’ordinaria manutenzione di fossi e fognature nella zona. Bisogna effettuare un controllo, nei comuni dell’area, per verificare che i fossi e le fognature siano sgombre ed evitare gli allagamenti. Tutti i soggetti coinvolti – conclude – dalla Regione ai Comuni fino all’Anas, devono essere attenti alla prevenzione per evitare conteggi pesanti dei danni».