Maltempo: Osimo chiede lo stato di calamità, Loreto è pronta a seguirla

La situazione causata dall'ondata di violenti temporali che hanno colpito il territorio marchigiano nei giorni scorsi, avrà grossi strascichi. I sindaci delle due città sono pronti a chiedere lo stato di calamità per i gravissimi danni subiti. Critico il primo cittadino di Castelfidardo

Il sopralluogo del governatore Luca Ceriscioli all'ospedale di Loreto
Il sopralluogo del governatore Luca Ceriscioli all'ospedale di Loreto

VALMUSONE – L’incubo maltempo in Valmusone avrà grossi strascichi. I due sindaci di Osimo e Loreto in particolare sono pronti a chiedere lo stato di calamità. La prima città l’ha già fatto formalmente.

Osimo Stazione
Osimo Stazione

«Ho inviato al presidente della Regione Luca Ceriscioli e al Capo dipartimento della Protezione civile delle Marche David Piccinini la richiesta per lo stato di emergenza per la nostra città. I danni sono ingenti, dobbiamo impegnarci tutti per avere ristoro dei danni subiti», dice il primo cittadino osimano Simone Pugnaloni. Osimo Stazione in particolare ha sofferto molto i danni del maltempo, con la statale 16 nuovamente allagata e gli esercizi che vi si affacciano in grave difficoltà per diverse ore.

All’ospedale di Loreto ieri pomeriggio, 10 luglio, ha fatto un sopralluogo anche il governatore Luca Ceriscioli assieme all’assessore regionale Moreno Pieroni e al direttore sanitario dell’Asur Nadia Storti. «Il “Santa Casa” ha un’intera ala impraticabile a causa della caduta di quattro alberi secolari, uno dei quali si è abbattuto sul gruppo elettrogeno e sul corridoio di accesso al Pat e all’hospice provocandone la distruzione del tetto e delle vetrate. «Siamo molto preoccupati – ha detto il sindaco Paolo Niccoletti con lui -. Ora siamo in attesa di concordare le misure da mettere in campo per ripristinare la funzionalità dei servizi ma anche per aiutare l’intero territorio comunale che ha subito ingenti danni. Sono in corso le verifiche per valutarne l’entità ma sono caduti molti cornicioni e in centro storico sono stati danneggiati edifici sia pubblici che privati. C’è bisogno di aiuto per ripristinare la normalità in una città turistica colpita nel pieno della stagione». Tanti negozianti hanno ripulito i negozi allagati e dalla basilica della Santa Casa in ristrutturazione sono volati parti di ponteggi, così come le transenne a proteggere il Bastione Sangallo in restyling.

Castelfidardo al buio
Castelfidardo al buio

Critico da Castelfidardo il sindaco Roberto Ascani: «Siamo stati costretti a gestire in autonomia l’emergenza tra Polizia locale e Ufficio tecnico, dato che per più di tre ore nessun ufficio regionale o provinciale ha risposto alle nostre segnalazioni. Il sistema è andato in tilt e questo è inaccettabile. In ogni caso voglio ringraziare i vigili del fuoco che, nonostante le emergenze di altre città, sono intervenuti».