Più assistenza domiciliare: Loreto punta sull’infermiere di comunità

Nuova modalità di erogare i servizi nell’ambito sanitario, l’obiettivo è evitare i ricoveri impropri o permettere dimissioni protette, creando una rete di specialisti

Dottore e infermiere, sanità, medicina, ospedale

LORETO – Si chiama “Infermiere di comunità nell’ambito delle cure primarie nel territorio di Loreto” il progetto sperimentale presentato oggi, 26 settembre, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Loreto in collaborazione con l’Asur Marche Area Vasta 2. Il progetto, ideato e promosso dalla Fondazione attraverso la propria commissione sanità, serve a potenziare l’assistenza infermieristica domiciliare attraverso il reclutamento di un’unità infermieristica aggiuntiva al personale in organico il cui costo verrà, per la quasi totalità, coperto dal contributo della Fondazione, pari a 30mila euro.

L’infermiere di comunità dovrà essere inserito nel contesto sociale e lavorativo del territorio, per la presa in carico a lungo termine di pazienti individuati dai medici di Medicina generale in accordo con l’Unità valutativa distrettuale. La risorsa sarà parte integrante dell’equipe del Distretto sanitario che già opera nel territorio di Loreto ma non sarà sostitutiva del personale presente perché dovrà garantire l’implementazione delle attuali prestazioni garantite.

«Oltre che assicurare una maggiore qualità della vita ai pazienti fragili e ai loro familiari, l’obiettivo è sperimentare un’attività che eviti ricoveri impropri o permetta dimissioni protette – dicono dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Loreto -. Vogliamo favorire la nascita di una rete che attraverso l’attività dei medici di medicina generale, del reparto di cure intermedie, dell’hospice, dell’assistenza domiciliare, garantisca l’appropriatezza delle risposte assistenziali e la fluidità dei percorsi di presa in carico».

«Questo progetto rappresenta una nuova modalità nell’attività erogativa in ambito sanitario, innovativa rispetto ai tradizionali interventi per l’acquisto di strumentazioni o macchinari sanitari. Un intervento che intende privilegiare l’investimento in risorse umane e in servizi, soprattutto sperimentali, ad immediato impatto con la popolazione utente, ponendosi in posizione di stimolo e relazione con i competenti uffici dell’Asur».