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Osimo

Loreto, in tanti alla “Marcia per la pace” contro la guerra

Diversi consiglieri regionali, parlamentari, sindaci, rappresentanti delle Province marchigiane e associazioni hanno partecipato con i gonfaloni e i tricolori alla marcia organizzata dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale

L'arrivo delle istituzioni sul sagrato dopo la Marcia
L'arrivo delle istituzioni sul sagrato dopo la Marcia

LORETO – “Le Marche per la pace”, una marcia organizzata dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, che ha voluto lanciare un chiaro messaggio per il “No alla guerra” coinvolgendo Regione, Province, Comuni ed associazioni e la comunità marchigiana tutta. E’ stata ospita a Loreto oggi, sabato 9 aprile, con partenza da Porta Romana per raggiungere il sagrato della Basilica dove, dopo gli interventi istituzionali, l’arcivescovo Fabio Dal Cin ha recitato l’Angelus. Diversi consiglieri regionali, parlamentari, sindaci, rappresentanti delle Province marchigiane e associazioni hanno partecipato alla manifestazione con i gonfaloni e i tricolori.

«Ricordando il dettato costituzionale che consacra il ripudio della guerra come forma di risoluzione dei conflitti tra i popoli, la nostra vuole essere un’iniziativa simbolica attorno alla quale aggregare il pensiero di pace di tutte le Marche – ha detto il presidente del Consiglio regionale Dino Latini -. Il superamento della guerra è la più nobile delle nostre mete. Tutti noi, amministratori, donne e uomini delle istituzioni siamo impegnati ogni giorno a portare un granello di pace con azioni doverose, per dare aiuto ai rifugiati, per dare speranza e sicurezza ai cittadini, per contrastare l’odio, le aggressioni, le sopraffazioni da ciascuna parte e in qualsiasi direzione. Facciamo memoria degli errori del passato per poter meglio costruire una pace giusta, che consenta il dialogo ed il superamento di ogni contrasto». Concetti ribaditi negli interventi del sindaco di Loreto, Moreno Pieroni, chiamato a rappresentare anche l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani), e di Giuseppe Paolini, nella duplice veste di Presidente Upi (Unione province italiane) e della Provincia di Pesaro-Urbino. «Loreto è città simbolo della pace e delle Marche – ha detto Pieroni -. Ho voluto ricordare le parole di Giorgio La Pira, che invitava ogni città e ogni comune ad essere organizzatori di pace. In queste settimane di guerra russo-ucraina lo siamo stati, dimostrando un grande spirito di accoglienza e solidarietà, che ha tuttavia bisogno di essere sostenuto a tutti i livelli. Oggi abbiamo rinnovato il nostro impegno a favore del dialogo rispetto alla violenza, auspicando che il messaggio forte lanciato da tutte le Marche nella nostra Loreto non resti inascoltato». L’arcivescovo, prima della recita dell’Angelus, rafforza ancor di più il messaggio parlando di: «Un potere che va convertito, passando da dominio a sostegno vero e concreto della società. Solo così potrà essere costruita la pace».

Gli altri interventi

«Manifestare il sostegno della pace significa, da cattolici, avere speranza che finalmente la Russia smetta di bombardare civili inermi – ha detto il senatore Udc Antonio Saccone -. Essere contro la guerra significa anche impegnarsi in modo concreto- secondo Saccone – per far tornare i negoziati. L’Europa non può semplicemente occuparsi di sanzioni, deve anche riprendere l’iniziativa politica finalizzata ai negoziati, ma deve mantenere fermezza, perché le due cose possono e devono camminare in parallelo».

Mirella Emiliozzi, deputata del Movimento 5 stelle, ha sottolineato: «In un momento come questo, nulla di più opportuno che la manifestazione esplicita da parte dei Comuni, delle associazioni e di tutti coloro che ricoprono un ruolo istituzionale per dichiarare in maniera aperta e chiara la volontà di pace di cui c’è enorme bisogno e non c’è luogo più giusto che Loreto». Il capogruppo in Consiglio regionale di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli, ha detto: «Purtroppo questa guerra è la morte dell’Europa: ritorna il muro di Berlino. Finisce il processo, in qualche modo, di unione dei popoli europei. Non è stato fatto tutto per evitare questo conflitto, una cosa che rimprovero ai capi di Stato e di governo, perché avrebbero potuto fare molto di più. E’ accaduto tutto come se fosse partita una valanga e non si potesse fermare e questo è veramente un passo indietro, un ritorno al passato alla politica dei blocchi Est-Ovest, una rottura dei processi di crescita dell’Europa». Il consigliere regionale del Pd Antonio Mastrovincenzo ha aggiunto: «E’ una manifestazione importante in cui sono presenti tante istituzioni locali e il mondo dell’associazionismo. Una marcia per la pace che in questo momento ha un significato particolarmente rilevante. Mi auguro che la via della diplomazia trionfi in questo periodo così drammatico, ma per far prevalere la diplomazia l’Europa e soprattutto l’Onu devono assumere un ruolo ancora più marcato ed una iniziativa politica più decisa». Il vicecapogruppo in Consiglio regionale della Lega Marche Mirko Bilò, a margine della manifestazione, ha sottolineato l’importanza della «pace come bene supremo a cui istituzioni e politica devono tendere per garantire sicurezza, sviluppo e democrazia al Paese».

Anche l’Università per la Pace ha aderito e sostenuto la manifestazione promossa dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. «Siamo convinti – fa presente l’Università – che occorra un piano articolato e coordinato di azioni nella direzione di sconfiggere la guerra. Mentre il conflitto in Ucraina continua tra una strage e l’altra, si deve puntare con ogni mezzo possibile a fare pressione diplomatica e giungere al cessate il fuoco». L’Università per la pace ha fatto riferimento anche al nuovo appello “No alla guerra! No al riarmo!” che nei giorni scorsi, assieme ad altre associazioni, movimenti e partiti, ha rivolto alle amministrazioni delle Marche. Nel documento si chiede di far pressione su Governo e Parlamento per interrompere l’invio delle armi, non aumentare il budget delle spese militari e avviare programmi che traducano fedelmente l’articolo 11 della Costituzione. In particolare, si chiede di convocare le assemblee elettive degli enti locali per discutere della situazione; dare ospitalità ai profughi ucraini, realizzare gemellaggi con città dei luoghi del mondo nei quali siano in atto delle guerre e promuovere percorsi di educazione alla pace d’intesa con le scuole del territorio. Nei prossimi giorni si terranno la fiaccolata in programma ad Ancona sabato 16 aprile alle 21 che vede tra i promotori la stessa Università e poi la comunità marchigiana è invitata anche a partecipare alla marcia straordinaria per la pace Perugia-Assisi che si terrà domenica 24 aprile.