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Osimo

Loreto, il Centro di diagnosi prenatale compie tre anni

Medici, dirigenti, politici regionali e locali hanno spento le candeline per celebrare una struttura collocata all'interno dell'ospedale "Santa Casa" di Loreto che, dalla sua nascita ha registrato grandi numeri

LORETO – Festa di compleanno per il Centro unico regionale di diagnosi prenatale di secondo livello dell’Asur Marche che compie tre anni. Oggi, 5 dicembre, medici, dirigenti, politici regionali e locali hanno spento davvero le candeline per celebrare una struttura che ha registrato grandi numeri. Negli spazi dell’ospedale Santa Casa di Loreto, la struttura si occupa di monitorare gli aspetti della salute del feto durante la gravidanza e di di individuare precocemente malattie causate, tra tutti, da anomalie del dna.

Il dottor Alessandro Recchi, primario responsabile del servizio, per l’occasione ha fatto il punto sull’attività del Centro unico regionale: «I numeri sono da record e c’è stato un incremento costante. Sono giunte all’osservazione duemila e 702 pazienti di cui 302 da fuori Regione. L’80 per cento italiane, il resto straniere. Sono state effettuate 19mila e 128 prestazioni (di cui mille e 201 fuori dalle Marche, perché il centro è uscito anche di casa), cinquemila e 243 colloqui, duemila e 467 ecocardigrafie fetali e 712 consulenze specialistiche».

Sono stati eseguiti 832 esami invasivi di cui 580 villocentesi e 252 amniocentesi e diagnosticate 822 patologie fetali di cui 256 malformazioni maggiori, 493 minori e 73 patologie cromosomico-genetiche. L’abortività è stata pari allo 0,86 per cento. Il tempo di attesa medio è sceso a 3,9 giorni. Per ottimizzare il percorso dei piccoli pazienti che hanno necessitato delle cure predisposte dai consulenti, è stata avviata una collaborazione con la Neonatologia dell’ospedale Salesi e con la Clinica Ostetrica della stessa struttura, obiettivo da potenziare per il futuro assieme alla creazione di un database per l’inquadramento diagnostico delle sindromi genetiche.

Il governatore Luca Ceriscioli ha aggiunto: «È una scommessa vinta per le mamme e i bambini. Abbiamo scelto di concentrare in un’unica struttura questo servizio, è significato investire meglio e i risultati ci sono, sia qui che nel punto di primo intervento. Nonostante le critiche, è pronto ad accogliere migliaia di pellegrini durante l’anno giubilare in partenza domenica 8 dicembre».

«Puntiamo a stringere accordi interregionali per arrivare a 600 pazienti dai 300 di oggi», ha detto Nadia Storti, direttore dell’Asur regionale.

Presenti anche l’arcivescovo delegato pontificio monsignor Fabio Dal Cin, l’assessore regionale Moreno Pieroni, che ha sottolineato che è stato scelto Loreto perché punto baricentrico dove collocare il servizio, il direttore dell’Area Vasta 2 Guido Guidi, il presidente dell’Ordine dei medici della Provincia Fulvio Borromei. Il sindaco Paolo Niccoletti ha detto: «Il Centro è cresciuto dando lustro alla struttura tutta e contribuendo così a tenere la luce accesa sul nostro ospedale».