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Osimo

Inaugurata alla Lega del filo d’oro la scultura di Nazzareno Rocchetti

L'artista, amico fraterno di Neri Marcorè, testimonial della Fondazione dal 2014, ha creato una grande mano, simbolo del contatto di cui le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali hanno bisogno

Da sinistra: Bartoli, Rocchetti e Marcorè al Filo d'oro
Da sinistra: Bartoli, Rocchetti e Marcorè al Filo d'oro

OSIMO – Stamattina (17 luglio), al centro nazionale della Lega del filo d’oro di Osimo, punto di riferimento in Italia per le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, c’è stata la cerimonia di inaugurazione della scultura inedita “La mano dell’amore”, realizzata e donata all’ente dall’artista Nazareno Rocchetti. L’artista, amico fraterno di Neri Marcorè, testimonial della Fondazione dal 2014, ha creato una grande mano, simbolo del contatto di cui le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali hanno bisogno per comunicare con il mondo che le circonda, ma anche dell’amore e del sostegno che necessitano per andare oltre il buio e il silenzio.

La scultura

La scultura è stata situata all’ingresso del nuovo centro nazionale, sede principale dell’ente. Realizzata in 90 giorni dall’inizio della pandemia, è fatta in legno di cedro atlantico, misura oltre sette metri ed è stata lavorata a mano dall’artista con metodi tradizionali, utilizzando sgorbie, sega e levigatrice.

I presenti

Oltre allo scultore e al presidente Rossano Bartoli, che ha fatto gli onori di casa, erano presenti Marcorè, monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Filippo Saltamartini, assessore alla Sanità della Regione Marche, Paola Andreoni, vicesindaco del Comune di Osimo, e alcuni utenti e familiari.

Il presidente Bartoli

«Siamo felici di ricevere la scultura che l’artista Rocchetti ha realizzato appositamente per noi, simbolo di quel prezioso contatto di cui le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali hanno bisogno per entrare in relazione con il mondo che le circonda e di cui sono state purtroppo limitate nei duri mesi della pandemia – ha dichiarato Bartoli -. Il Filo d’oro ha affrontato con grandi sforzi un anno molto complesso ma ci tengo a ringraziare tutte le persone che, come Neri Marcorè e Nazareno Rocchetti, con entusiasmo e solidarietà sono vicine alla nostra realtà, permettendoci di guardare al futuro con coraggio e con la voglia di affrontare nuove sfide appassionanti».

La parola a Rocchetti

«Ho voluto creare “La mano dell’amore” perché credo che in questo momento la società abbia un disperato bisogno di amore ma allo stesso tempo quest’opera simboleggia la mano da tendere ai bambini seguiti dalla Lega del filo d’oro, che non vedono e non sentono, e rappresenta il loro contatto con il mondo che li circonda – – ha detto l’artista -. Porgere la mano a chi ne ha bisogno è un gesto che dovremo fare tutti: perché finché nel mondo ci sarà qualcuno con il coraggio di amare, allora la vita avrà un senso».

La scultura di Rocchetti

Marcorè testimonial

«Sono rimasto molto colpito dalla bellissima iniziativa del mio amico e artista Nazareno Rocchetti, che con grande generosità ha scelto di donare e dedicare una sua scultura inedita, dal forte significato simbolico, al Filo d’oro – ha detto Marcorè -. Sappiamo tutti quanto l’emergenza sanitaria dell’ultimo anno e mezzo abbia rappresentato una sfida difficile per le persone sordocieche, che hanno dovuto affrontare il doppio isolamento imposto dal distanziamento sociale per contenere la diffusione della pandemia. Oggi questa imponente scultura non solo simboleggia la speranza per un futuro ricco di amore, ma esorta tutti noi a continuare a tendere una mano verso l’altro, per aiutare chi non vede e non sente ad andare oltre il buio e il silenzio».