La “Morte del Giusto” si candida a patrimonio dell’Unesco

La sacra rappresentazione si ripete da quarant'anni ogni Venerdì Santo a Villa Musone e vede la partecipazione di oltre 200 figuranti e coinvolge praticamente tutta la città

La morte del Giusto
La morte del Giusto

LORETO – C’è anche la Passione vivente di Loreto tra le realtà che martedì 6 febbraio a Roma hanno presentato richiesta di essere inserite tra i patrimoni dell’Unesco come beni immateriali. La sacra rappresentazione della “Morte del Giusto”, che da quarant’anni si ripete incessantemente ogni Venerdì Santo a Villa Musone, vede la partecipazione di oltre 200 figuranti e coinvolge praticamente tutta la città, è entrata a far parte del network delle 25 analoghe manifestazioni della Settimana Santa che puntano ad ottenere l’ambita denominazione.

Un patrimonio tutto italiano che chiede ora un riconoscimento ufficiale del suo valore. Al Ministero dei Beni culturali il sindaco Paolo Niccoletti afferma: «Un atto dovuto alla nostra cultura, alla nostra tradizione e alla nostra identità nazionale oltre che un gesto di vicinanza alla nostra gente che con costanza e impegno porta avanti una tradizione che è diventata un appuntamento fisso seguito da migliaia di persone provenienti dai Comuni limitrofi e da tutta Italia». Assieme a Loreto hanno firmato il protocollo i Comuni di Gubbio, Caltanissetta, Lizzano, Cantiano, Alghero, Barile, Sezze, Carmagnola, Romagnano, Sesia e Oria.