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Osimo

“Io apro”, controlli e multe in un ristorante di Loreto

E' stato l’unico caso segnalato. Il proprietario aveva annunciato che avrebbe aderito all’iniziativa di protesta dei ristoratori

LORETO – I controlli venerdì sera, 15 gennaio, sono stati effettuati a tappeto nei locali della Valmusone e della Riviera del Conero da parte dei poliziotti e dei carabinieri. Tutto è sembrato scorrere nel rispetto delle regole, anche per le strade principali che collegano le città del comprensorio della zona a sud di Ancona.

Quello di Tataros è stato l’unico caso segnalato. Il proprietario aveva detto che avrebbe aderito all’iniziativa di protesta dei ristoratori “Io apro”. Non è arrivata alcuna prenotazione. «Io tengo aperto comunque per l’asporto e poi se qualcuno vuole accomodarsi, anche all’ultimo minuto, io lo faccio entrare», aveva detto il titolare Rossano Biagiola venerdì stesso, verso le 19, al lavoro in cucina. Alle 21.20 circa nel locale c’erano una quindicina di persone a cena, contravvenendo in maniera palese al dpcm che vieta appunto le cene nei locali di ristorazione d’Italia. E’ arrivata una pattuglia della Polizia del commissariato di Osimo. Tutte le persone presenti sono state identificate per la multa che non è stata ancora trascritta a ciascuno ma che ammonta, ovviamente anche per il titolare, a 400 euro (280 se pagata entro cinque giorni). In un clima di collaborazione con le forze dell’ordine, il titolare ha ribadito le ragioni di una decisione simile, seguita da alcuni colleghi della Provincia e delle Marche. Provocatoriamente Biagiola ha aggiunto che anche il giorno dopo, ieri sera cioè (16 gennaio), avrebbe fatto lo stesso, avrebbe tenuto aperto in attesa di eventuale clientela. I poliziotti hanno fatto un altro blitz.

Il locale

«Sfido chiunque a riuscire a vivere in una situazione così, con la merce da buttare perché l’ultimo decreto decide che non puoi tenere aperto, nonostante il rispetto di tutte le norme sulla sicurezza – ha detto il titolare -. Qui non ce la facciamo più. In un anno mi sono arrivati cinquemila e 500 euro di aiuti, il calo del fatturato supera l’80 per cento. E’ impossibile continuare così. In particolare poi io vivo dell’indotto della palestra accanto alla quale ci troviamo e quindi subisco doppiamente gli effetti di queste chiusure. Da un anno andiamo avanti in questo modo ormai e non si sa nemmeno per quanto. Il mio è un ristorante a conduzione familiare».