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Integrazione Inrca-ospedale di Osimo, Asur e Inrca chiariscono

La Regione Marche continua a investire sull'ospedale di Osimo e non verrà meno alcun servizio. Parola dei direttori di Area Vasta 2 e Inrca Maurizio Bevilacqua e Gianni Genga

Il direttore dell'Area Vasta 2 Maurizio Bevilacqua (alla destra del sindaco Pugnaloni) alla presentazione dei lavori di restyling del pronto soccorso di Osimo ad aprile
Il direttore dell'Area Vasta 2 Maurizio Bevilacqua (alla destra del sindaco Pugnaloni) alla presentazione dei lavori di restyling del pronto soccorso di Osimo ad aprile

OSIMO – Si va avanti con la sperimentazione del percorso di integrazione Inrca-ospedale di rete di Osimo. Dopo le polemiche a livello politico locale partite dal futuro del pronto soccorso del pronto soccorso del “Ss. Benvenuto e Rocco”, sono Asur e Inrca a rispondere.
«La giunta regionale ha deliberato la prosecuzione della sperimentazione, che si prolungherà e completerà come integrazione organizzativa e funzionale tra le due strutture, nel rispetto del protocollo di intesa tra la Regione Marche e il Comune di Osimo già approvato con delibera, fino all’unificazione giuridica delle stesse – afferma Maurizio Bevilacqua, direttore dell’Area Vasta 2 – . Un’operazione che permetterà di mantenere tutte le attività in maniera integrata nei due nosocomi e di continuarle poi fino alla realizzazione della nuova struttura all’Aspio Camerano. L’obiettivo è garantire il pieno sviluppo dell’integrazione stessa in un processo di condivisione con i professionisti mantenendo i servizi per i cittadini. La Regione sta continuando a investire sull’attuale struttura per fornire agli utenti i giusti livelli organizzativi e strutturali fino alla realizzazione della nuova».
Bevilacqua parla anche di investimenti: «Finanziati 118mila euro per l’adeguamento anti-incendio della struttura, mentre per la riqualificazione del pronto soccorso la Regione ha destinato un finanziamento complessivo di 375mila euro e i lavori partiranno a fine novembre. Investimento anche in termini di personale: sono arrivati i due primari di Medicina e Rianimazione seppur resta aperto il nodo personale che non riguarda solo la struttura di Osimo ma è una questione nazionale. Per Osimo sono 55 gli assunti del comparto su 47 cessati, abbiamo assicurato e incrementato il turn over con l’incremento di otto unità. Per quanto riguarda i medici, su 23 cessati ne abbiamo assunti 14 per le specialità: sei chirurgi, tre anestesisti e uno di pronto soccorso mentre per gli altri si stanno effettuando le procedure concorsuali, in particolar modo per la Medicina interna per cui non si è riusciti a trovare personale disponibile».

Il direttore generale dell'Inrca Gianni Genga
Il direttore generale dell’Inrca Gianni Genga

A rispondere anche il direttore generale dell’Inrca Gianni Genga: «Non verrà meno alcun servizio. La Regione continua a investire sul personale e sulle strutture attuali, in attesa del nuovo nosocomio che, ricordiamo, l’ente regionale ha finanziato in toto per 80 milioni di euro. Con l’integrazione, la struttura del “Ss. Benvenuto Rocco” ha anche una grande opportunità: inserirsi in un contesto di azienda ospedaliera e Irccs, che si occupa della ricerca specifica sull’anziano e non solo. Elevandosi da articolazione di ospedale di rete di Area vasta, non potrà che migliorare il livello e la tipologia dei servizi alla persona. Ciò considerando naturalmente il complesso delle funzioni e articolazioni previste. Inoltre, con il percorso in atto e prospettiva posta, le attività sanitarie di Osimo acquisteranno tutti i vantaggi di un’azienda ospedaliera diventando una struttura con maggiore autonomia e in un contesto di livello nazionale». In fase di predisposizione la proposta di legge necessaria per l’unificazione delle due strutture mentre sono già stati avviati i tavoli interlocutori locali e regionali con le rappresentanza dei cittadini e le organizzazioni sindacali del comparto sanità. I tavoli proseguiranno mediante il confronto a livello locale e regionale e con tutte le rappresentanze dei cittadini con i quali sarà condiviso il percorso normativo.

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